Il Tirreno

Pontedera

Quell’esercito di volontari che tiene in vita il teatro

di Nicolò Colombini

Vita difficile per le sale di Volterra, Pomarance e Montecatini: parlano i gestori «Risorse dimezzate e sempre meno appassionati, ma noi andiamo avanti»

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VOLTERRA. Risorse sempre più risicate, nuove tecnologie, appassionati in calo. Sono questi alcuni dei principali scogli con cui chi gestisce i luoghi di arte e di cultura si trova a scontrarsi. Oggi più che mai.

Se ne stanno accorgendo, a proprie spese, i cinema e i teatri della Valdicecina, alle prese con un calo di presenze che non può che preoccupare i tanti addetti ai lavori. «Purtroppo il periodo è quello che è – spiega Luciano Nevi, presidente dell'Accademia dei Riuniti che gestisce il teatro Persio Flacco di Volterra – e gli appassionati sono sempre meno. Sono tanti i fattori che incidono su questa tendenza: la sempre più ampia offerta delle nuove tecnologie, la mancanza di interesse verso un'arte poco pubblicizzata, le difficoltà di genere economico, che colpiscono tanto i potenziali spettatori quanto le compagnie e i gestori teatrali. Al Persio Flacco, comunque, continuano a esibirsi interpreti conosciuti a livello nazionale, nonostante i fondi siano praticamente dimezzati rispetto alle scorse stagioni: un risultato che arriva dalla gestione oculata delle risorse dall'impegno di tanti volontari che donano il loro tempo per offrire spettacoli di grande qualità».

Sono i volontari il segreto dei tanti teatri. E se grazie a loro il teatro volterrano può vantare una stagione di prosa a cinque stelle, oltre a un cartellone interno dedicato ai gruppi locali, a Pomarance e Larderello, rispettivamente al teatro dei Coraggiosi e al Florentia, è la riduzione dei costi di gestione a fare la differenza: «Entrambe le strutture – spiega l'assessore pomarancino alla cultura Billy Cerri – stanno lavorando bene, anche se il momento è delicato. Ai Coraggiosi la compagnia “Officine Papage” sta seguendo la direzione artistica con buoni risultati, mentre il Florentia è ben amministrato dalla “Larderello Mare”». È proprio Renzo Fedeli, presidente della cooperativa, a descrivere la situazione: «Le difficoltà più grosse sono dovute alla grandezza del teatro: non è facile trovare l'equilibrio tra un impianto così capiente e il ridotto numero di abitanti della zona. Dopo avere preso possesso formalmente dei locali, abbiamo avviato un percorso di rilancio che andrà di pari passo con quello della frazione. Non è in discussione la chiusura del teatro». Sette appuntamenti, due a Larderello e cinque a Pomarance, tre dei quali tutti esauriti, sono un buon risultato per una stagione difficile come questa. Difficile anche la situazione del Piccolo Teatro Montecatinese a Montecatini, anche se non preoccupante, come spiega la responsabile Anna Dani: «Siamo in pochi, ma il nostro gruppo di teatro va avanti anche per la sua funzione sociale e aggregante. Stiamo rimettendo in sesto la compagnia».

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