Italia
È guerra tra Regione e Provincia
Sull’impianto della Waste Recycling, da Firenze si sollecita il ricorso al Consiglio di Stato contro la sospensiva del Tar
CASTELFRANCO. Se entrerà in marcia, il pirogassificatore dovrà smaltire anche i veleni della politica, soprattutto nelle fila del Pd. Dal quartier generale fiorentino, il governatore Enrico Rossi boccia senza appello il collega di partito e presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni. Sul ricorso al Consiglio di Stato, in merito all’ordinanza del Tar che sospende - in via cautelare – la costruzione dell’impianto della Waste Recycling a Castelfranco, la linea della Regione non ammette deroghe.
«Il presidente della Provincia di Pisa su questa vicenda, forse per ragioni di consenso, conferma una posizione ondivaga». È il giudizio del governatore. Che aggiunge: «Ovviamente le sentenze dei tribunali si rispettano e si attuano, ma quando siamo convinti della correttezza dei nostri comportamenti si fa anche ricorso, così come prevede l'ordinamento giudiziario. Come noi abbiamo fatto».
È dello scorso 4 aprile l’incarico della Regione alla propria avvocatura di impugnare al Consiglio di Stato le tre ordinanze del Tar. Il giorno prima anche la dirigente del Servizio ambiente della Provincia di Pisa, Laura Pioli, ha firmato tre determine analoghe. Tante quante sono le controparti che si sono rivolte al giudice amministrativo per fermare l’autorizzazione a tempo determinato che l’ufficio diretto da Pioli ha rilasciato al pirogassificatore. Atti di competenza del dirigente stando al Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali e allo Statuto della Provincia. Ma su cui Pieroni ha messo l’aut aut.
«Non ci sarà un ricorso della Provincia al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar della Toscana che ha sospeso, in via cautelare, l’autorizzazione alla realizzazione in via sperimentale dell’impianto», afferma Pieroni. Che ha dato mandato al direttore generale di «dare attuazione a questo indirizzo politico». In pratica, di fermare l’azione della Pioli.
«Ribadisco che al di la dei motivi giuridici procedurali su cui può svilupparsi una vicenda giudiziaria nessuna ragione di merito, ne ambientale, ne relativa alla tutela della salute e neppure relativa alla destinazione urbanistica dei terreni può impedire al pirogassificatore di insediarsi – sostiene Rossi –. Se un imprenditore rispetta le leggi, le regole e i vincoli dei pareri tecnici è il benvenuto e ha diritto a investire in Toscana. Dispiace che un'istituzione come la Provincia, che dovrebbe essere attenta ad accelerare gli investimenti sul proprio territorio, anche allo scopo di favorire lavoro e occupazione, decida di non assumersi le responsabilità che le competono».
Per la Regione quella di Castelfranco è una vicenda emblematica. «Per cui le incertezze delle istituzioni quando si coniugano con le opposizioni e i comitati locali impediscono alla Toscana di realizzare importanti investimenti e addirittura ne provocano la fuga in altri paesi – dice il governatore –. L’atteggiamento della Regione è stato e sarà fondato sulla chiarezza, sia nella valutazione politica, sia nell'utilizzazione degli strumenti giuridici che competono all'istituzione regionale, per consentire a chi ne ha diritto di ritirare in tempi brevi le autorizzazioni per la proprie imprese».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
