Finanza
«Carte cambiate a gioco iniziato»
Il consigliere provinciale Corti ribalta punto per punto le tesi di Rossi
CASTELFRANCO. «Larga parte dell’intera vicenda è stata contrassegnata dal ricorso a normative che proprio la Regione ha promulgato», sottolinea Andrea Corti, consigliere provinciale di Rifondazione.
«Per Rossi non sussistono ragioni di carattere ambientale e relative alla tutela della salute contro l’insediamento del pirogassificatore – dice Corti –. Si dimentica però che tali impatti sono stati analizzati in un processo partecipativo, istruito sulla scorta della legge regionale sulla partecipazione, che ha espresso forti perplessità in merito. Tali perplessità, inoltre, sono esplicitate negli atti della Provincia che prevedono un protocollo di monitoraggio delle emissioni assai diverso da quelli usuali e nell’affermazione stessa del carattere sperimentale dell’impianto proprio dal punto di vista delle emissioni». Che aggiunge: «Invoca il diritto degli imprenditori a realizzare i propri progetti, ma dimentica forse che gli imprenditori e gli enti preposti alle autorizzazioni hanno il dovere di non cambiare le carte in tavola a gioco iniziato».
Netto il giudizio sull’operato della Regione: «Emerge un percorso tutt’altro che chiaro e coerente. Nel decreto di incarico dell’avvocatura regionale per il ricorso al Consiglio di Stato contro l’ordinanza di sospensiva del Tar Toscana si afferma che le ordinanze “arrecano un danno alla funzionalità di un impianto rilevante per la gestione dei rifiuti”. Deduco, quindi che un impianto che ha la potenzialità di trattare lo 0,38% dei rifiuti speciali della provincia di Pisa sia considerato strategico per la Regione e che per tale motivo la Regione stessa impegni risorse pubbliche ricorrendo al Consiglio di Stato! Risulta evidente quindi la necessità di chiarezza da parte della Regione».(m.m.)
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