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Lavori fermi da mesi al cimitero di Lari, trecento tombe isolate
Sale la protesta nel piccolo centro sulle colline pisane, ma il sindaco spiega che non ci sono alternative Nelle casse del piccolo ente i soldi ci sarebbero ma non possono essere spesi
Trecento tombe del cimitero di Lari, un intero settore, non sono accessibili da mesi. Si trovano in una parte di cimitero che è pericolante e che deve essere ampliata. Ma i lavori sono fermi da mese per un problema economico. La ditta che ha vinto l'appalto ha chiuso il cantiere perchè il Comune non paga. Il sindaco, Mirko Terreni, conferma le difficoltà.
"Mi rendo conto del disagio causato - afferma il Sindaco di Lari, Mirko Terreni -, tuttavia, per motivi di sicurezza relativi al tetto pericolante, non potevamo rischiare che succedesse un incidente e abbiamo dovuto vietare l'accesso per garantire l'incolumità dei cittadini". E ancora: "La situazione è spiacevole - ammette per primo Terreni -, proprio perché crea disagi ai parenti dei defunti che si trovano in quella parte di cimitero. E di questo il Comune ne è cosciente, tanto che è considerato un intervento prioritario". I cittadini però chiedono un rapido intervento.
"Il cartello apposto è crudo ma sincero - conclude il Sindaco di Lari -. Abbiamo i soldi in cassa e non possiamo utilizzarli a causa dei vincoli del Patto di stabilità imposto dal Governo. Oggi la situazione è questa. Ci auguriamo che presto il Governo abbia la forza di allentare il Patto di stabilità e dare la possibilità almeno ai Comuni con i conti in regola, come il nostro, di avere più disponibilità di cassa".
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