Il Tirreno

Pontedera

«Rimpallo sconcertante» Lo scontro sulle nomine

di Manolo Morandini
«Rimpallo sconcertante» Lo scontro sulle nomine

Il giudizio della Direzione regionale del lavoro sulle segreterie Cgil, Cisl e Uil Alta tensione per il rinnovo delle commissioni provinciali per la “cassa”

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PONTEDERA. Fuoco di fila tra Cisl e Cgil. Sul rinnovo delle commissioni provinciali per la cassa integrazione guadagni dell’industria e dell’edilizia, la schermaglia tra sindacalisti finisce per lasciare fuori la sostanza. E nel merito vale il giudizio del direttore della Direzione regionale del lavoro, Sergio Trinchella, in una delle lettere di sollecito inviate alla triplice pisana per la designazione congiunta dei componenti. «Tale sconcertante comportamento impedisce la ricostituzione delle Commissioni, già scadute da diversi mesi, che sono istituzionalmente previste quale strumento di tutela dei lavoratori, precisando che eventuali conseguenze di ulteriori ritardi potranno riverberarsi sui predetti lavoratori oltre che sui datori di lavoro».

La triplice ha ingessato le Commissioni provinciali dalla fine di settembre 2011 senza trovare l'accordo sulla nomina dei propri rappresentanti. Poi il 20 marzo la Direzione regionale ha fatto il decreto di nomina sulla base dei nomi indicati nella lettera inviata il 24 febbraio dal segretario della Cgil. Testo disconosciuto dalla Cisl. Al punto che, il giorno dopo, il segretario provinciale della Cisl Gianluca Federici e quello regionale Riccardo Cerza hanno scritto alla Direzione regionale contestando quel decreto. E proponendo di trasformarlo in decreto provvisorio, per garantire l'operatività delle commissioni, in attesa di una nomina congiunta di Cgil, Cisl ed Uil.

Non è solo una schermaglia. Da quelle commissioni transitano tutte le pratiche per passare all'incasso dall'Inps. E con l’incaglio si è accumulato un conto che supera un milione di euro per le ore di cassa integrazione ordinaria. La regola, infatti, vuole che nei casi in cui l'azienda abbia i soldi si faccia carico di anticipare il trattamento. È in questo caso con lo stallo della Commissione a "pagare" è l'imprenditore, impossibilitato a rientrare dei soldi. Un rientro che in genere viene fatto compensando il credito verso l'Inps scalandolo dalle somme dovute per i contributi previdenziali. Ma se i soldi per pagare le indennità ai dipendenti non ci sono a soffrire, nelle more della Commissione, sono proprio quest'ultimi.

Il segretario provinciale Cisl non molla. «Prendo atto che la sigla “G.F.” in mezzo ai nomi dei tre segretari confederali, e “caduta” sopra il mio nome e cognome, non voleva indicare le mie iniziali bensì quelle di Francese. Con quella firma, egli avrebbe inteso firmare a nome di tutti. Questo sarebbe stato accettabile se fossimo stati d'accordo su quelle indicazioni. Ovvio che io non l'abbia presa bene. E pensare che Francese firma sempre per esteso tutti i suoi documenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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