San Genesio non finirà: parola di leghista toscano
Nonostante la caduta del leader Bossi, i militanti del Carroccio vanno avanti e sono pronti a rilanciarsi in occasione del raduno di settembre a San Miniato
SAN MINIATO. Amareggiati, sorpresi, ma allo stesso tempo fiduciosi delle “solide basi” del Carroccio, convinti che quanto accaduto non avrà ripercussioni sui consensi a livello locale.
È il sentimento, all’indomani delle dimissioni di Bossi, che accomuna gli esponenti della Lega Nord del comprensorio, nella terra che da alcuni anni, sul suolo di San Genesio, ospita il raduno dei leghisti toscani. C’è ammirazione, da un lato, per la decisione di Bossi di farsi da parte, ma anche la convinzione di poter andare avanti a prescindere.
«Perché in Toscana – ricorda Leonardo Rimicci, di San Miniato – ci siamo formati da soli, negli anni. Basterà continuare a lavorare con serietà». «Chi ha sbagliato paghi», ripete più volte Pietro Vanni, approdato alla Lega nel 2009, che giovedì sera si è fiondato in mezzo al popolo leghista raccolto di fronte alle sede milanese di via Bellerio. «Ero su per lavoro e c’ho fatto un salto – racconta –, si respirava un clima di grande tensione. Credo che Bossi abbia fatto un gesto nobile, ammirevole, ma penso anche che il capo non potesse non sapere». La mente di Vanni torna quindi a quella cena di tre anni fa, a Chiavari, quando sedette in compagnia di Umberto Bossi e dell’ormai ex tesoriere Francesco Belsito. «In quell’occasione – racconta – dissi a chi era con me che quel personaggio non mi piaceva per niente: non aveva proprio la faccia da leghista». E giovedì Vanni non era tra i militanti che hanno fischiato Maroni: «Anzi, continuo a credere nella Lega proprio perché ci sono persone serie, che parlano col cuore, come Maroni, Tosi, Attilio Fontana, tanto per dirne alcuni. Credo che i fondamenti della Lega siano sani. Il raduno di San Genesio, in programma per settembre, non è affatto in discussione: spero anzi che sia un rilancio per la Lega Nord Toscana». «Parliamo di un movimento radicato sul territorio, che riconosce i desideri della base, e credo che questa sia la carta vincente per superare ogni difficoltà», sostiene Irene Storti, consigliere comunale a Santa Croce, passata dal Pdl al Carraccio da appena tre mesi. «Parlo a titolo personale, da ultima arrivata – precisa –. Credo che sul territorio non ci sarà un contraccolpo di consensi, anche perché il gesto di Bossi è stato un esempio che può dare ancora più forza al movimento».
Giacomo Pelfer
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