Finanza
«Niente unità se c’è la menzogna»
Guerra tra sindacati per i posti nelle commissioni per la cassa integrazione. Dura replica della Cgil al segretario Cisl
PONTEDERA. «Con la menzogna non può esserci unità». La frase di Gianfranco Francese irrompe nella sala convegni della Camera del Lavoro pisana come un macigno nel corso della conferenza stampa per fornire la versione della Cgil sul pasticcio delle nomine per le commissioni per l'erogazione della cassa integrazione per i lavoratori dell'industria e dell'edilizia industriale e artigianale. Gianluca Federici, segretario provinciale della Cisl, ha accusato Gianfranco Francese, suo collega della Cgil, di averlo privato del diritto di esercizio democratico delle proprie funzioni. Quest'ultimo, ovviamente, ha rimandato al mittente ogni singola parola. Menzogna e unità, però, sono due termini che torneranno a più riprese nei prossimi giorni. Francese pronuncia la frase a effetto quando si affronta il tema del Primo Maggio, una festa da vivere in maniera unitaria. Ma, vista la situazione, un po' difficile da immaginare come al solito. «Spero che a chi ha lanciato queste accuse torni un po' di lucidità e serenità – ha detto il segretario della Cgil di Pisa – perché questi sono problemi secondari, rispetto al grave periodo che stanno vivendo i lavoratori. Il Primo Maggio è la loro festa, non delle organizzazioni sindacali, anche se spero che si riesca a trovare l'unità». Divisioni figlie di fatti che, secondo Francese, si sono svolti così: «Come da accordi esistenti ormai da anni, chi ha la presidenza dell'Inps ha minore rappresentanza nelle commissioni. E sulla base di questo, il 15 febbraio Federici, Renzo Rossi della Uil e io ci siamo incontrati per le nomine. Abbiamo discusso e trovato l'accordo sui nomi. Il 24 febbraio ho inviato la lettera alla Direzione regionale del lavoro con la comunicazione ufficiale della composizione delle commissioni, indicando anche i nominativi di Cisl, che, evidentemente, non avrei potuto inventarmi. Ma lo stesso ente ci ha scritto chiedendoci il motivo per cui la Cisl diceva di disconoscere il documento. Dopo una serie di confronti verbali e scritti con le altre organizzazioni sindacali, il 20 marzo ho comunicato alla Direzione regionale del lavoro chiedendo di procedere alla nomina delle commissioni in base al principio della rappresentatività». Per Francese, tutto questo non fa una grinza. O meglio, la fa rispetto al comportamento della Cisl («Assolutamente incomprensibile, a meno che non ci sia perdita di lucidità da parte di qualcuno che disconosce i fatti»). In attesa, del Primo Maggio, adesso si attendono sviluppi.
Andreas Quirici
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
