Sicurezza
«Finalmente un po’ di giustizia la dedico ai miei compagni di lavoro»
«Per me è una data storica, sono contento e a dire la verità non ci speravo», commenta a caldo Franco Berti. Il 72enne residente a Montecerboli ha appena finito di lavorare nel suo orto, la sua...
«Per me è una data storica, sono contento e a dire la verità non ci speravo», commenta a caldo Franco Berti. Il 72enne residente a Montecerboli ha appena finito di lavorare nel suo orto, la sua grande passione.
La salute? Berti si mette a ridere. «Io sono malato di asbestosi, la notte non riesco a dormire perché mi sento soffocare. Sono costretto a farlo senza accendere il riscaldamento, perché altrimenti non respirerei».
Il pensionato si sente sempre più stanco. Ma quella battaglia legale per il riconoscimento della causa della sua malattia la vuole portare in fondo. Un modo per avere giustizia, simbolicamente, anche per tutti i suoi compagni di lavoro. Tutti morti, ma ben saldi nel suo cuore. «Non riesco a essere felice al cento per cento proprio per questa ragione – continua –. Anche se questa vittoria in sede civile la dedico a loro».
Berti torce la bocca rispetto all’altra causa intrapresa, sempre seguito dall’avvocato Ezio Bonanni, quella penale. «Di questo passo andrà in prescrizione e invece vorrei giustizia anche là».
L’ex operaio sa già cosa fare con i soldi che riceverà dall’ Inail.
«Ho bisogno della macchina nuova, mi sa che li spenderò così». Berti guarda avanti e sospira. «Spero di esserci e riuscire a festeggiare anche la vittoria in sede penale insieme a quelli che mi sono stati vicino».
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