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Pontedera

Nessuna traccia di Roberta sull’auto del teste pontederese

PISA. È ufficiale. Le analisi dei Ris, i reparti di investigazioni scientifiche dei carabinieri, per quel che riguarda il caso Ragusa,non hanno portato risultati utili alle indagini. Gli esiti dei...

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PISA. È ufficiale. Le analisi dei Ris, i reparti di investigazioni scientifiche dei carabinieri, per quel che riguarda il caso Ragusa,non hanno portato risultati utili alle indagini.

Gli esiti dei Ris. Non ci sono tracce biologiche importanti o di dna nei reperti prelevati nelle case, negli uffici, nelle rimesse dei Logli e poi sulle loro auto e su quelle di Antonio Fusi, il pontederese indagato come il marito della scomparsa, per omicidio volontario, per aver dato, quella notte, un passaggio ad una donna che sarebbe stata molto somigliante a Roberta Ragusa. La prima risposta, quella riguardante eventuali tracce di sangue nei luoghi quotidianamente frequentati da Roberta, dopo il sopralluogo con il Luminol, è immediata ed è arrivata subito. Si aspettavano gli esiti degli altri prelievi fatti e degli accertamenti irripetibili su alcuni oggetti provenienti dalla casa della donna e dall’auto di Fusi, ma l’esito è stato negativo. Non è stato trovato nulla, anche se ufficiosanmente la notizia che non ci fossero tracce importanti era già trapelata fin da mercoledì sera.

La fuga. Insomma, ancora una volta le indagini sul caso di questa misteriosa scomparsa sono al palo. Nessuna traccia sull’ipotesi di allontanamento volontario, che resta in piedi di fronte a qualsiasi straccio di avvistamento, per quanto siano state giudicate quasi tutti inattendibili le segnalazioni fatte finora, anche quella che vede Fusi indagato.

L’ipotesi di omicidio. A carico di Antonio Logli, 48 anni, il marito di Roberta, non c’è nulla, tranne l’annosa e taciuta relazione clandestina che da sola significa ben poco. Se di fronte ad una scomparsa si dovesse sospettare di chiunque ha un’amante, probabilmente mezza Italia e mezzo mondo sarebbero nei guai.

I sospetti su Logli. Di fatto - ribadiscono gli inquirenti - per quanto Logli appaia glaciale di fronte alle telecamere, per quanto si sia contraddetto qualche volta e per quanto non abbia il dono della comunicabilità, avrebbe ammesso subito che tradiva la moglie. Antonio, che dovrebbe essere interrogato nuovamente dopo Pasqua, denuncia la scomparsa di Roberta alle 13 di sabato 14 gennaio, mentre il figlio Daniele lancia un appello su Facebook. «Con la mia autorizzazione», sottolinea il padre. Viene ascoltato dal pm inquirente, Aldo Mantovani, il lunedì con la segretaria dell’autoscuola, sua amante da sette anni, Sara Calzolaio. Lei ammette la relazione ed anche lui la confessa subito, aggingendo di aver avuto due cellulari segreti con cui si parlavano, che però, in un attimo di panico, ha buttato nella spazzatura. «Per tutelare la mia famiglia», dice. Gli inquirenti glieli chiedono e lui riesce a recuperarli e li consegna. (c.v.)

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