Il Tirreno

Pontedera

La Cisl sull’Aventino lascia le commissioni e accusa la Cgil

di Manolo Morandini

Federici: «C’è una lettera-farsa siglata con le mie iniziali» In quel documento i nomi scelti dalla Direzione del lavoro

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PONTEDERA. Divide una lettera. Nel merito e nel contenuto. La Cisl sceglie l’Aventino e se la prende con i colleghi della Cgil e le Direzione del lavoro. Nodo del contendere le nomine nelle commissioni chiamate a esprimere un parere sull’autorizzazione a erogare il sussidio della cassa integrazione ai lavoratori dell’industria e dell’edilizia industriale ed artigianale.

«Siamo stati privati del diritto di un esercizio democratico – afferma il segretari provinciale Cisl Gianluca Federici –. A questo punto ritiriamo Davide Casella dalle commissioni per la Cig e Valerio Russo e Giovan Battista Salvadori dalla commissione di conciliazione. Se ne occupino la Cgil, abituata a decidere per tutti, e le stesse direzioni del lavoro, regionale e territoriale».

Dopo mesi di stallo perché Cgil, Cisl e Uil non riuscivano a trovare l’accordo sui nomi. C’ha pensato la Direzione regionale, ma a detta della Cisl ha preso per buone le indicazioni di una lettera “fasulla” spedita dalla Cgil «senza prima essersi consultata con Cisl e Uil».

« I sindacati hanno il diritto di indicare il nome di sei volontari, per questo servizio non è prevista, infatti, alcuna indennità, che si sarebbero resi disponibili a sedere intorno a quel tavolo per il prossimo quadriennio», spiega Federici. «In prossimità della scadenza – prosegue –, sollecitammo più volte un incontro a tre, per stilare la rosa dei nomi da inviare alla Direzione regionale. A giudizio di Cisl ed Uil sarebbe stato giusto stabilire un criterio di alternanza. Cgil nicchiava, quell’incontro non è mai stato fatto».

Lo scorso 24 febbraio, la sorpresa. «Dalla Cgil è partita una comunicazione alla direzione regionale, dove erano indicati i sei nominativi; secondo quel documento alla Cgil sarebbero spettati due titolari, alla Uil un titolare e un supplente, alla Cisl due supplenti (in realtà nella lettera si menzionava un solo nome, quello di Davide Casella, chiamato alla supplenza nella commissione Cig per l’industria e in quella per l’edilizia artigianale). I nomi non erano stati concordati, ma ho scoperto che, in calce alla lettera, quel documento era stato siglato con le iniziali del mio nome e cognome».

Scattano le verifiche. «Ho preso il telefono e disconosciuto quel documento. Poi ho fatto le mie verifiche. Ho telefonato a Renzo Rossi, segretario provinciale della Uil, che mi ha confermato come anch’egli fosse stupito, di più, amareggiato dalla mossa di Cgil». Ma lo strappo è rimasto. «In Cgil è calato il silenzio. E, d’altronde, la direzione regionale, che ben conosceva la questione, non ha tentato il chiarimento. Ma il 21 marzo – continua Federici – ha nominato membri della commissione le persone citate in quella lettera-farsa».

Nell’ultimo esecutivo, i sindacalisti Cisl hanno affrontato la questione. Dispiaciuti per il disagio creato ad alcune aziende dal «giallo della lettera-farsa». Neri in volto per «il comportamento scorretto di Cgil». Amareggiati per l’atteggiamento «niente affatto equidistante della direzione del lavoro, che ha finito per avvallare un documento non condiviso». Hanno fatto il passo. «Siamo stati privati del diritto di un esercizio democratico. A questo punto ritiriamo Davide Casella dalle commissioni per la Cig e Valerio Russo e Giovan Battista Salvadori dalla commissione di conciliazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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