Sicurezza
Cassa, arrivano gli ispettori di Bankitalia
Dalla Fondazione l’indicazione per un rinnovo del mandato alla squadra del presidente Manghetti
VOLTERRA. Gli ispettori della Banca d’Italia sono tornati a bussare alla Cassa di risparmio di Volterra. Un controllo periodico che tuttavia sul Colle non manca di suscitare qualche brivido freddo. Nel 2002 fu un autentico terremoto. L’esito dei controlli si chiuse con l’azzeramento dei vertici della Spa e al loro posto l’insediamento di commissari straordinari, nominati con decreto del ministero dell’Economia. Poi, dopo più di un anno e mezzo, l’arrivo di Giovanni Manghetti.
Il presidente chiamato a garantire che l’opera di pulizia e di risanamento dei conti portata avanti dai commissari di Bankitalia non fosse interrotta nella città etrusca è arrivato a metà del 2003. E da allora è rimasto saldo al timone della banca. Al suo fianco il direttore generale Roberto Pepi, anche lui nelle grazie di Palazzo Koch.
Bocche cucite nelle stanze dell’istituto sull’arrivo degli ispettori romani, chiamati a un lavoro sottotraccia per verificare i criteri di gestione, l’operatività e le poste iscritte a bilancio.
Una novità che fa il paio con l’indicazione data dal consiglio di amministrazione della Fondazione Crv che ha rinnovato la fiducia a Manghetti e alla sua squadra. Fiducia che si è tradotta nell’indicazione per un nuovo mandato al Cda della Cassa, ormai prossimo alla scadenza. Una decisione sofferta però e non unanime. Almeno stando alle voci che corrono nei corridoi.
L’atto della Fondazione rappresenta il primo passo verso il rinnovo dei vertici della banca. Sarà infatti il consiglio d’indirizzo del socio di maggioranza dell’istituto a ratificare le indicazioni del consiglio di cui è presidente Edoardo Mangano. Un passaggio che guarda anche ai risultati di bilancio della Cassa. Nel progetto di bilancio approvato dal Cda dell’istituto l’esercizio 2011 si è chiuso con un leggero utile di circa 300mila euro. Una cifra che colma il segno rosso del 2010 e che deriva da un utile prima delle imposte di 4,3 milioni di euro.
La fase resta delicata. E gli stessi vertici dell’istituto non hanno nascosto l’impegno a vigilare sugli impieghi con un apposito servizi di monitoraggio. Ma anche l’attenzione a far superare alle imprese questa fase di crisi con operazioni di ristrutturazione, di consolidamento e prestiti ponte. E poi c’è il piano industriale che per il 2012 prevede di tornare a distribuire dividendi.
Manolo Morandini
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