Il Tirreno

Pontedera

Adescata e fatta posare nuda sul web

di Sabrina Chiellini
Adescata e fatta posare nuda sul web

Una minorenne di Bientina perseguitata e minacciata in chat da un giovane di Ancona che ha patteggiato la pena

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BIENTINA. Si sono conosciuti chattando su internet. Un'amicizia come tante, diventata però ben presto un incubo. Lei minorenne. Lui, Angelo Emma, di Ancona, di anni ne ha 28 e ha pure una spiccata passione, a quanto emerge dalla vicenda, per il sesso virtuale.

In tribunale a Pontedera il giovane ha patteggiato cinque mesi di reclusione (pena sospesa) per una vicenda che lo ha visto protagonista tra dicembre 2008 e gennaio 2009 e che è avvenuta a Bientina. Risulta che lo stesso Emma abbia avuto comportamenti simili con altre donne appena maggiorenni.

Il giovane (difeso dall'avvocato Nicola Colombini) è stato accusato di violenza privata continuata (avrebbe potuto essere accusato di violenza sessuale considerato che la vittima delle sue attenzioni è una minorenne) in quanto con minacce ripetute ha costretto, secondo l'accusa, una adolescente ad inviargli tramite internet fotografie che la ritraevano in abbigliamento intimo o a seno nudo. In particolare, l'imputato si è fatto inviare foto che ritraevano la minore al mare in costume da bagno. "Fammi vedere le gambe" e "abbassati la gonna" sarebbero state le sue più frequenti richieste per mettere insieme materiale che il giovane ha poi minacciato di diffondere su Facebook per rovinare la ragazzina e per far perdere il posto di lavoro ai genitori della sua vittima di turno. Un modo per costringerla a inviare altre fotografie.

Alla fine, a raccontare ai genitori di essere finita nei guai, è stata proprio la minorenne. Il padre poi ha presentato una denuncia portando alla luce una storia che potrebbe capitare a tanti ragazzi che si avventurano nel mondo del web senza conoscerne i rischi.

La giovane aveva conosciuto Angelo Emma sulla chat "Windows Live Messenger". Un primo approccio normale, a cui ben presto avevano fatto seguito riferimenti abbastanza espliciti alla sfera sessuale. Fino al punto che l'imputato aveva inviato alla ragazza, tramite mms, due foto che mostravano il suo pene e un video in cui l'imputato si masturbava.

Era solo il primo atto di una vicenda tormentata. Dal quel momento, infatti, Angelo Emma, secondo l'accusa, ha iniziato a chiedere alla minore altre foto promettendole un futuro nel mondo della moda. D'altra parte, lui, così si è presentato, lavorava per una nota azienda di collant e aveva conoscenze (di questo si vantava) importanti. In poche settimane, altre pressanti richieste di ulteriori foto in abbigliamento intimo. " Ti faccio conoscere come modella..." La ragazza, che cominciava a rendersi conto del gioco pericoloso, ne ha mandato alcune in cui era vestita. Altre un po' meno caste. Comunque, ormai lei aveva capito con chi aveve a che fare. Il ragazzo ha però continuato a molestarla con telefonate in cui le chiedeva di ascoltare mentre lui si masturabava. Richieste diventate sempre più insistenti, accompagnate da una serie di minacce. Infine, dopo altre conversazioni davanti alla webcam, la disperazione ha spinto la ragazzina a chiedere aiuto ad un amico. Poi la denuncia con la richiesta alla procura di disporre una perquisizione a casa del ragazzo che aveva avvicinato la minorenne apparentemente in maniera tranquilla ma poi si è rivelato completamente diverso dalle apparenze. Le successive indagini hanno permesso di arrivare all'imputato. Scegliendo la strada del patteggiamento ha chiuso la vicenda senza che sia stato quantificato il risarcimento che deve alla ragazza che si era costituita parte civile (avvocato Francesca Nasoni).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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