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Tra gli stand “cautela” è la parola d’ordine

Tra gli stand “cautela” è la parola d’ordine

BOLOGNA. L’eccellenza del Valdarno Inferiore al centro del mondo. Passa da Lineapelle la filiera delle pelle internazionale. E nei capannoni fieristici di Bologna il Comprensorio ha un ruolo da...

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BOLOGNA. L’eccellenza del Valdarno Inferiore al centro del mondo. Passa da Lineapelle la filiera delle pelle internazionale. E nei capannoni fieristici di Bologna il Comprensorio ha un ruolo da leader. Delle 336 concerie italiane presenti 163 sono targate Pisa. Una presenza in forze che si qualifica per la varietà delle proposte, la cura e in alcuni casi l’imponenza degli spazi espositivi.

Vetrine, tavoli ed espositori presi di mira da compratori, da chi si occupa di produzione e da chi è chiamato a dar forma alle collezioni per l’estate 2013. Ma tra questi c’è anche un esercito con gli occhi a mandorla. «Tanti e per lo più cinesi», sottolinea un conciatore di Ponte a Egola. Che aggiunge: «Nove su dieci si fermano a guardare, prendono i cataloghi e fotografano. Vengono per copiare». Eppure quel che resta dell’esercito asiatico fa la differenza. Ed è difficile capire chi si ha di fronte. «Quelli che diventano clienti portano ordini in quantità».

La concorrenza, anche sleale, è una delle cifre del settore. Di una realtà dove il comprensorio è in prima linea per le novità e le innovazioni dei processi portate in fiera.

A scontentare non è l’andamento in fiera ma quello del prezzo delle materie grezze. Per tutti è una variabile in crescita e che difficilmente si riesce a trasferire sul cliente.

Attilio Gronchi, presidente del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola nel tracciare un bilancio a caldo sottolinea più volte la parola «cautela». «Il 2012 si dimostra all’insegna della tenuta rispetto a quanto di buono è stato fatto lo scorso anno – spiega – La cautela si riscontra nella tempistica e nei volumi degli ordini».

«Le case di moda sono tutte presenti e quel che conta al di là dei numeri è che siano arrivate in fiera le persone importanti – afferma Franco Donati, presidente Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno –. A differenza dello scorso anno però la visibilità sui mercati è minore».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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