Il Tirreno

Pontedera

Per il 2013 la pelle sposa la sobrietà

dall’inviato Manolo Morandini
Per il 2013 la pelle sposa la sobrietà

Torna di moda il classico: ecco le novità presentate dalle aziende del distretto alla fiera internazionale di Bologna

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BOLOGNA. Belli ma sobri. È così che vestiremo la pelle nell’estate 2013. Torna il classico: colori chiari e rassicuranti, qualche tocco di iridescenza, leggerezza e morbidezza. A Lineapelle la panoramica è completa. Stravaganti provate a ripassare nel 2014. A Bologna va in scena la fiera internazionale di pelli, tessuti, accessori e componenti, riassortimenti invernali a parte, qui si guarda in avanti.

Tra le novità si fa spazio il marchio Hi-co della Incas. «Si tratta di un processo certificato per la produzione di pelli naturali e prive di metalli, indicate per i bambini», spiega l’Ad Piero Rosati. Poco più in là ci sono gli struzzi nappati, i coccodrilli ed i pitoni decolorati della Caravel. «La ricerca è il nostro punto di forza, ogni anno facciamo quattro campionature – dice l’imprenditore Andrea Dolfi –. Gli stilisti ci danno degli spunti che poi noi sviluppiamo».

Nel perimetro del Consorzio vera pelle si parla un’altra lingua. «Non seguiamo le tendenze della moda – afferma Simone Remi della Badalassi Srl –. Abbiamo scelto di specializzarci e lavoriamo con una clientela fidelizzata. Seguire la moda può rivelarsi un boomerang perché facendo un po’ di tutto c’è il rischio di non distinguersi». Sulla stessa linea Giovanni Tempesti, titolare dell’omonima conceria. «Il mercato conosce fasi alterne, ma questo è il nostro modo di interpretare la pelle – dice –. Abbiamo centinaia di prototipi a cui non diamo un nome fino a quando non si crea un mercato».

Ti affacci alla Conceria 800 ed è un tuffo nel passato. È l’unica realtà a produrre la pelle con effetto pergamena, quella che un tempo si usava per le valige. «La produciamo anche colorata e sta incontrando interesse soprattutto nel settore dell’arredamento – dice Luigi Caroti –. Alla prossima fiera del mobile di Milano ci sarà un intero campionario con le nostre pelli». Qualche metro più in là ci sono le proposte della Marbella Pellami. «Vanno molto le pelli con finitura anche nella parte interna – dice Leonardo Taddeucci –. Una soluzione che è impiegata nella fabbricazione di borse perché permette di risparmiare sulla fodera». E a proposito di borse c’è anche la proposta della Antiba. «Un processo per cui sia scarpe che borse possono essere colorate una volta finite – sottolinea Graziano Balducci – Ma si può fare anche con i pellami a fine lavorazione».

Una nota stonata la suona Luca Giananti della Dolmen: «La fiera è venuta tardi, le grandi firme hanno già realizzato gli articoli di base delle loro collezioni. Avrebbero dovuto anticiparla di una ventina di giorni». Lo dice Giananti, ma è un timore che ricorre negli stand. Al Cuoificio Otello, invece, si sottolinea il peso della concorrenza. «Per differenziarci dalle produzioni Sud Americane che costano anche la metà – dice Michele Matteoli – puntiamo sulla qualità e su un processo che utilizza solo materiali ecologici».

A rompere gli indugi è Ettore Valori, titolare dell’omonima azienda. Che dice ciò che altri hanno solo sussurrato: «C’è un po’ di ripresa e la fiera lo conferma». Quasi a scaramanzia, nello stand dell’Anaconda, Sandra Testai apre un ombrello speciale, tutto pitonato. «È una pelle a cui si associa pregio e delicatezza, ma noi l’abbiamo resa impermeabile per unire all’eleganza anche la resistenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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