Finanza
Cdc, in corteo per i 127 esuberi
I dipendenti sono stai ricevuti dal sindaco, poi hanno fatto un sit-in davanti all’hotel di Diomelli
PONTEDERA. I numeri in esubero di Cdc sono ufficiali da ieri: 127, di cui 108 fra Pontedera e Fornacette. «Una vera mazzata - spiega il sindaco Simone Millozzi che ieri ha incontrato i dipendenti della logistica – che ricade ancora una volta sui lavoratori. Chiederemo uno sforzo all'azienda». I
n realtà, il sindaco lo chiederà a Giuseppe Diomelli, fondatore della Cdc e attuale presidente. «E' un imprenditore pontederese – ha aggiunto – e vogliamo che abbia un occhio di riguardo per il nostro territorio». I numeri sono enormi. Oltre ai 127, infatti, ci sono i 67 che già hanno aderito alla mobilità volontaria e incentivata. Ieri mattina Rsa ed Rsu sono stati convocati per la comunicazione ufficiale degli esuberi. Nel pomeriggio i lavoratori della logistica sono andati a Pontedera. Prima in Comune e poi davanti all'Hotel Armonia, struttura che gravita nell'orbita delle proprietà di Diomelli. Una manifestazione con striscioni eloquenti come «1,2,3,4...140. Siamo solo numeri», oppure «Da giugno siamo tutti tuoi ospiti» e ancora «Cento40 Disoccupati Condannati».
Le paure sono sempre le stesse: «Noi della logistica saremo in azienda fino a giugno – spiega Romeo Fontanelli – poi non sappiamo cosa accadrà. Si sente dire che una parte verrà assorbita dall'impresa a cui verrà affidata la gestione del magazzino. Ma non si conoscono i numeri e nemmeno le condizioni contrattuali. Ma in generale c'è molta apprensione per il nostro futuro, perché rimanere senza lavoro, specie di questi tempi, non è davvero facile da mandare giù». Nell'incontro con Millozzi, Samuele Nacci, Rsu in quota Uilm-Uil ha spiegato che «ai lavoratori andrebbe spiegato come si è arrivati a questa crisi. In fin dei conti siamo sempre gli stessi di quando le cose andavano bene e che lavoravamo fino alle 23 o dalle 5 di mattina». I dipendenti di Cdc hanno scioperato ieri. «Ma solo quelli della logistica», aggiunge Nacci, sottolineando una sorta di frattura con gli impiegati. Nella sala consiliare del comune di Pontedera è emerso anche un altro aspetto. «I clienti ci sono – ha spiegato Alessio Giusti – così come gli ordinativi che stanno comunque arrivando. Il problema sono gli investimenti e gli acquisti dei prodotti. Non vengono fatti e chi chiama per comprare non trova disponibilità».
Un ragazzo e una ragazza, che preferiscono rimanere anonimi, raccontano le loro difficoltà: «Conviviamo, ma non stiamo praticamente lavorando e siamo l'unico nucleo familiare in queste condizioni». Lui è a zero ore, mentre lei fa qualche ora al giorno. Il 13 aprile, sindacati e azienda s'incontreranno all'Unione industriale pisana. Per la seconda volta saranno di fronte ed entreranno più nel merito della questione rispetto alla prima riunione. Il sindaco Millozzi ha già detto che chiederà alla Regione di convocare il tavolo con l'assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini, per provare a trovare una soluzione. «A questo – ha proseguito il sindaco – seguirà la convocazione dell'azienda con cui apriremo il confronto. Nessuno nega che il mercato sia calato e che ci sia la crisi. Ma non è giusto che a pagare sia sempre e comunque il lavoratore».
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