Trasporti
Un secondo tendone a La Serra
Per la sagra del baccello l’Arci annuncia: «Noleggeremo una tensostruttura da affiancare alla prima»
SAN MINIATO. Le sagre non si fermeranno. A costo di montare un secondo tendone, a pochi metri da quello recentemente requisito dal Comune. È una delle possibilità che Arci e Casa del popolo de La Serra starebbero seriamente valutando, soprattutto in vista dell’imminente Sagra del Baccello, già annunciata per il 25 aprile presso l’ormai celebre tendone. Difficile, però, che entro quella data il Comune possa aver sciolto definitivamente il nodo della gestione o dell’affidamento, consentendo di ospitare l’evento all’interno della struttura.
La storia. Il tendone, infatti, montato quatto anni fa per finanziare la costruzione della nuova Casa del popolo de La Serra, era stato dichiarato abusivo dopo un controllo degli uffici comunali nel luglio scorso, da cui era scaturita un’ordinanza di demolizione scaduta l’11 febbraio. Nel frattempo, però, già da gennaio 2011, la cooperativa “La Serra”, proprietaria dei terreni, aveva presentato una variante al progetto della nuova Casa del popolo, prevedendo il mantenimento del tendone a fianco della futura struttura in muratura. Variante adottata dal consiglio comunale di aprile 2011, e che attendeva per l’inizio del 2012 la definitiva approvazione, in modo da così da sanare l’irregolarità entro il termine dell’11 febbraio previsto dall’ordinanza. Lo slittamento dei tempi, invece, come previsto per legge, ha consegnato la struttura nelle mani del Comune. Inutile il ricorso al Tar, presentato tra l’altro senza chiedere la sospensiva dell’ordinanza.
Un regolamento specifico. Un pasticcio che adesso l’amministrazione è chiamata a gestire. Roberto Ferraro, capogruppo Pdl, da tempo critico su quella che era stata definita la «fabbrica delle sagre», suggerisce che il tendone sia «messo a disposizione dell’intera collettività, anche in considerazione della vivacità dell’associazionismo di Ponte a Egola, le cui molteplici iniziative si sviluppano durante l’intero arco dell’anno. Servirà uno specifico regolamento, prevedendo una limitazione del numero delle sagre, per evitare abusi e tutelare le vere attività di ristorazione. La tensostruttura potrà così svolgere un ruolo aggregativo per l’intera comunità, senza creare danni a nessuno. Il tutto a costo zero per il Comune, che potrà chiedere un ragionevole canone giornaliero per l’utilizzo della struttura».
Un secondo tendone. Parole alle quali il presidente del circolo Arci, Tiberio Mannaioni, replica ricordando che «il tendone è da sempre al servizio dell’intera comunità e a disposizione di tutti». «Voglio proprio vedere – dice – quale associazione prenderebbe in gestione la struttura sapendo il modo in cui ci è stata tolta. Se in futuro dovesse succedere di certo non andremo a pagare l’affitto per qualcosa che era nostro e che ci è stato portato via. È questo che fa male al paese, pensando soprattutto ai nostri volontari». In attesa di capire quale sarà la strada scelta dal Comune, si fa quindi largo l’ipotesi di un secondo tendone: «La Sagra del Baccello sicuramente si farà – conclude Mannaioni -, così come faremo anche le altre sagre. Se non ci consentono di usare il tendone, ne noleggeremo un altro da montare lì a fianco, dato che il terreno è ancora di nostra proprietà».
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