Attenzione
Siccità, c’è un piano di intervento
Un nuovo pozzo a Cenaia, un collegamento tra La Rosa e Chianni: ecco come si possono ridurre i disagi in Alta Valdera
PONTEDERA. Gli occhi e gli strumenti informatici sono puntati tutti sull’Alta Valdera. È lì che potrebbero verificarsi i disagi più grossi. Che i rubinetti potrebbero restare a secco per mancanza di acqua. La situazione non è ancora allarmante. Non siamo all’emergenza. Ma, dicono i responsabili del servizio «è critica e preoccupante». Però monitorata giorno e notte. «Per far capire bene la situazione – spiega l’ingegner Demetrio Foti, responsabile del servizio acquedotto di Acque Spa – occorre dare un’occhiata ai numeri. Prendiamo come punto di riferimento quel che accadde nel 2003 e nel 2007, gli ultimi due anni in cui abbiamo avuto a che fare con l’emergenza idrica: ecco, in provincia di Pisa, quest’anno si è verificato il 25/30 per cento in meno di piovosità. E nei primi 2 mesi dell’anno, registriamo il 40% di pioggia in meno rispetto all’anno prima.
La Valdera. Tutta l’area della Valdera è legata alla situazione di Bientina. Le Cerbaie, per intenderci. «Qui il livello è più basso che in passato – spiega Foti – ma non siamo ancora all’allarme. Confidiamo di gestire con attenzione l’utilizzo da qui in avanti».
Nelle chiese si prega perché piova; questo è il desiderio segreto anche dei responsabili di Acque Spa. Ma, intanto, ai sindaci è stato chiesto di anticipare le ordinanze che, solitamente arrivano in piena estate, e che chiedono ai cittadini di non usare l’acqua per questioni banali. Insomma, di non sprecarla per lavare le macchine, annaffiare giardini e riempire piscine.
Le difficoltà dell’Alta Valdera. Geograficamente quest’area è divisa in due: da una parte c’è la centrale che si trova a La Rosa di Terricciola. Serve Capannoli e Peccioli. Dall’altra c’è l’impianto di Cenaia, che serve Fauglia e Crespina. Poi c’è Chianni, che invece, ha un sistema di approvvigionamento isolato.
«A La Rosa – spiega il responsabile del servizio acquedotti di Acque Spa – i pozzi sono più superficiali. Oggi i valori sono ancora nella norma, ma sappiamo che, appena cresce il consumo, i livelli scendono vertiginosamente. Un po’ più preoccupante la situazione di Crespina, Fauglia e Chianni, perché siamo proprio ai limiti e la produzione non è elevata. Per questo abbiamo già effettuato alcuni interventi importanti».
I lavori per prevenire. A Cenaia è stato scavato un nuovo pozzo. Ora i lavori sono nella fase di completamento dell’impianto di trattamento. «Se non ci sono intoppi – spiega Foti – sarà pronto entro due mesi e servirà a dare un contributo decisivo proprio nel periodo più critico». A Chianni il sistema è formato da piccoli pozzi isolati e la produzione è bassissima. «Qui è previsto un intervento di collegamento con la centrale a La Rosa», spiega l’ingegner Demetrio Foti. E poi c’è sempre il sistema dell’approvvigionamento attraverso le autobotti. Si prende l’acqua da una centrale che ne ha in quantità accettabili e si porta dove c’è carenza. Il piano è pronto: sarà presentato ai sindaci nei prossimi giorni. «In altre aree geografiche che gestiamo noi e dove la situazione è ancora più critica della provincia pisana –conclude Foti – abbiamo già discusso su come muoverci, proprio con i sindaci». Ma una buona parte, adesso, dovranno farla anche i cittadini, sprecando meno.
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