Il Tirreno

Pontedera

Nuova convenzione con la società Uliveto

L’azienda paga l’aumento ma sembra intenzionata a ricorrere in appello dopo la sentenza del Tar

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VICOPISANO. Dopo la sentenza del Tar che dà ragione al Comune rispetto al canone richiesto alle Terme per lo sfruttamento della sorgente dell’acqua minerale il Comune passa all’incasso.

La giunta vicarese si è già riunita e ha deliberato di procedere all’adeguamento della convenzione con la società Acqua e Terme di Uliveto in base a quanto previsto dalla legge regionale e a quanto stabilito dalla sentenza del Tar.

La giunta quindi, come aveva già deciso e dopo che il Tar gli ha dato ragione, ha determinato il nuovo canone di concessione. Ha chiesto il pagamento del canone fino al 31 dicembre 2010 quantificato in 830mila euro circa. Mentre si aspettava la decisione del Tar della Toscana la società della minerale, che sperava di vedersi ridurre il canone, ha già versato 415mila euro quale acconto del canone dovuto salvo rivalsa.

Dopo la sentenza del Tar il Comune ha predisposto una nuova convenzione che conferma alla società Acqua e Terme di Uliveto la concessione dello sfruttamento della sorgente fino al 2022. La società deve pagare al Comune, a partire dal 7 aprile 2009, 1,70 euro per ogni metro cubo di acqua imbottigliata. Il canone è ridotto del 40 per cento per l’acqua che finisce nelle bottiglie. L’importo del canone è aggiornato annualmente secondo le variazioni dell’indice nazionale dei prezzi al consumo pubblicato dall’Istat.

La società dovrà apporre ad ogni pozzo e all’imbottigliamento appositi misuratori così da trasmettere i dati al Comune relativi al consumo di acqua.

La firma della convenzione non significa che l’Uliveto abbia accettato la sentenza del Tar. Anzi, sembra che la società sia intenzionata a presentare ricorso in appello al consiglio di Stato per chiedere l’annullamento dei provvedimenti con cui il Comune di Vicopisano ha determinato in maniera diversa dal passato il canone per lo sfruttamento della sorgente.

Se l’Uliveto dovesse vedersi accolto il ricorso nel secondo grado di giudizio il Comune farà quello che necessario per adeguarsi senza però rinunciare alle prerogative che gli concede la legge regionale.

L’amministrazione comunale vicarese è probabile che nei prossimi consigli comunali dica ai cittadini come intende investire le nuove risorse che avrà a disposizione incassando il nuovo canone chiesto all’Uliveto.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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