Attenzione
Se l’acqua del rubinetto è un lusso
Ogni mese a San Miniato venti nuovi casi di bollette non pagate Pproposta in consiglio per garantire una fornitura minima ai morosi
La crisi morde anche l’acqua. Questo sembrano dire i numeri relativi ai distacchi del servizio idrico a San Miniato negli ultimi sei mesi. Ben 118 le sospensioni del servizio dal 15 luglio scorso al 23 marzo. Piombature che nella metà dei casi (59) si sono risolte con una riattivazione a seguito del pagamento della bolletta, spesso con la rateazione e il saldo della morosità. Ben 13, invece, i casi accertati di rimozione del contatore, ma se ne annunciano altri 38 in arrivo per utenze già sospese.
Un fenomeno evidenziato nell’ultima seduta del consiglio comunale a seguito di un interrogazione del consigliere di Rifondazione comunista Fabio Corsi. Al centro del dibattito anche l’eventualità di implementare il fondo esistente, gestito dalla Società della Salute, per le “utenze deboli”, quelle famiglie con Isee pari o inferiore a 7.500 euro. Una risorsa a cui nel 2011 hanno fatto ricorso 72 nuclei familiari per una spesa di 12.500 euro, ma che viene concessa solo a chi non si trova in situazioni d’insolvenza.
Preoccupazioni che in sede di consiglio sono state al centro di una proposta, sempre di Corsi, al fine di garantire anche nei casi d’insolvenza un approvvigionamento minimo. «Una quantità d’acqua garantita a tutti è una questione di civiltà, 20-30 litri a persona che non siano messi in discussione neppure in caso di morosità». Proposta su cui il sindaco Vittorio Gabbanini si mostrato possibilista.
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