Sicurezza
La povera Africa vista da Sonetti e Gennai
In Palazzo Vecchio a Firenze la presentazione del libro scritto dal vicesindaco di Pontedera
PONTEDERA. La voglia di scrivere l’ha sempre avuta. Quando viaggia, specialmente. Si annota tutto: le immagini, le emozioni, racconta con le parole i suoni e i sapori dei luoghi che visita. Massimiliano Sonetti, vicesindaco di Pontedera e responsabile, per conto della Regione Toscana, della cooperazione internazionale, viaggi intorno al mondo, nei Paesi degli “ultimi”, ne ha compiuti davvero tanti. Ma quel vento caldo, che lo ha avvolto, quando per la prima volta in Africa, è sceso dalla scaletta dell’aereo, se lo porta dietro da sempre. Tanto da aver deciso di dare questo titolo, al libro che, insieme a Gaetano Gennai, comico toscano, al quale è legato da una fraterna amicizia, ha deciso di scrivere. E che ieri ha presentato a Palazzo Vecchio a Firenze, nel salone La Pira. E’ un romanzo. Un racconto di quel che Sonetti ha visto, con i suoi occhi, in Africa, soprattutto nel Burkina Faso. «È la storia di quattro ragazzi italiani che non si conoscono ma che, insieme a una giornalista inglese, si trovano a partire per l’Africa con un movimento che si chiama Shalom». Proprio come quello reale, esistente e che tante buone opere compie, ogni giorno, per i popoli africani. “E’ anche il nostro punto di vista sui valori dei contrasto tra l’Occidente e il Continente nero”. La prefazione al libro porta una firma eccellente: è del cardinale Fiorenzo Angelini. Mentre, del libro, è stata fatta anche una versione sceneggiata per un possibile film, le cui probabilità di realizzazione sono elevate. Scaramanticamente i due autori non ne parlano ma ci sono già alcune case di produzione che si sono fatte avanti e che potrebbero acquistarne i diritti. «Dopo aver fatto la prima stesura – svela Sonetti – la casa editrice, la Emi di Bologna, ha fatto leggere il testo ad alcuni professionisti del settore. Un giorno abbiamo ricevuto una telefonata con la quale ci facevano notare che, alcune storie, erano esageratamente romanzate. Abbiamo dovuto spiegare che invece, tutto è realtà». Ci sono anche delle fotografie, a testimonianza delle storie che raccontano nel libro Sometti e Gennai: alcune ritraggono bimbi e donne intente a produrre la ghiaia, nel Burkina Faso. Non ci sono strumenti meccanici. E rompono le pietre, per ridurle in piccoli sassi, con le mani, aiutandosi con un mortaio.
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