Sicurezza
Imprenditore disperato dopo il maxi furto
Perignano: anche 5.000 caschi nel bottino da mezzo milione alla “Benucci” «La merce era destinata ai nostri due negozi che stiamo per aprire»
LARI. Un furto probabilmente su commissione. Studiato a tavolino, preparato nei minimi dettaglie e che lascia aperti una serie di interrogativi. È quello avvenuto nella base logistica dell’azienda “Benucci import export” a Perignano, in via Piemonte, nella zona industriale. Circa cinquecentomila euro il valore della merce, in particolari caschi e abbigliamento per motociclisti, che i malviventi sono riusciti a portare via dopo ore di lavoro per caricare su un bilico cinquemila caschi e centinaia di indumenti.
La banda del buco – per entrare i malviventi hanno aperto un varco nella parete del magazzino che confina con un capannone non utilizzato da diverso tempo – ha colpito tra la notte di mercoledì e quella di giovedì.
L’allarme del magazzino, come ha spiegato ieri il titolare Marco Benucci, ha suonato per la prima volta alle 23,40 di mercoledì scorso. Ha poi segnalato che c’era stato un sabotaggio quando i ladri hanno tagliato i fili del sistema antifurto messo a protezione del capannone.
«L’istituto di vigilanza a cui siamo abbonati – racconta Benucci – ha mandato a controllare l’esterno. Non è stato rilevato niente di preoccupante. Nei prossimi giorni incontreremo i responsabili dell’istituto per capire come mai non si sono insospettiti quando hanno visto che l’allarme continuava a segnalare che poteva esserci un problema all’interno del magazzino». L’ipotesi più semplice è che possa essere stato sottovalutato il rischio di una possibile intrusione dei ladri. L’altro pomeriggio alle 16 quando il personale dell’azienda ha aperto il magazzino ha scoperto cosa era successo.
I ladri, che probabilmente avevano effettuato più sopralluoghi e in ogni caso conoscevano bene la disposizione del magazzino, sono entrati da un capannone non occupato e che fino a poco tempo fa era affittato a cinesi. Hanno messo il camion, si ipotizza un autotreno dalle tracce lasciate, al sicuro e poi hanno cominciato a caricare la merce, tutta delle migliori marche. Caschi Vemar, Dainese, Givi, Mds, Bell, Age. Abbigliamento Dainese, Alpinestars, Acerbis, Hebo. E poi tanti altri accessori per moto.
Il passaggio dei ladri si percepisce guardando gli scaffali vicini al buco nella parete: sono vuoti, come i pancali. I sensori dell’allarme di questa parte del magazzino sono stati manomessi, così come è stata tagliata la linea telefonica.
«Questo è un lavoro fatto da più persone – dice Benucci – saranno state necessarie 4-5 ore di lavoro per caricare il materiale, alcuni caschi sono stati trovati abbandonati sul pavimento del capannone accanto al nostro. Probabilmente erano più di cinque persone».
I carabinieri di Lari sono rimasti a lungo nel magazzino e ora stanno svolgendo le indagini cercando anche di acquisire eventuali immagini riprese da impianti di videosorveglianza installati nella zona.
«Il danno, come è facile capire, non è di poco conto – dice Benucci – e ci mette in difficoltà, anche perché questa merce era destinata ai negozi di Scandicci e Bologna che stiamo per aprire. Alcune di queste marche si trovano solo in pochi negozi d’Italia».
Per cui si tratta di merce che in teoria può essere rintracciata se dovesse finire ad un commerciante.
È però anche probabile che si tratti di un furto su commissione e che la refurtiva sia destinata all’estero.
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