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Bellini sul “no” a Geloni: «È una decisione miope»

Bellini sul “no” a Geloni: «È una decisione miope»

SAN MINIATO. «Una decisione miope, sbagliata, da rivedere». La presidente del consiglio comunale, Marzia Bellini, esprime così tutta l’amarezza per la posizione assunta martedì dalla consulta di San...

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SAN MINIATO. «Una decisione miope, sbagliata, da rivedere». La presidente del consiglio comunale, Marzia Bellini, esprime così tutta l’amarezza per la posizione assunta martedì dalla consulta di San Miniato, chiamata a esprimersi sulla proposta d’intitolare piazza del Bastione alla memoria di Italo Geloni. Pontederese, originario di Seravezza, Geloni è stato partigiano e gappista, prima di essere deportato in un campo di sterminio nazista come detenuto politico. Salvo per miracolo, ha dedicato la sua vita alla memoria di quel dramma, avvicinandone il ricordo alle nuove generazioni.

Da qui l’idea di dedicargli una piazza del centro, sottoposta al voto della consulta. A prevalere, in realtà, sono state le astensioni, che hanno dato così la maggioranza ai voti contrari. «Non è un sanminitese – aveva detto il consigliere comunale Carlo Corsi – sarebbe più giusto intitolare la piazza a un ragazzo di San Miniato, e ce ne sarebbe più di uno, che non è mai tornato dai campi di sterminio». Parole dalle quali altri si erano dissociati, sostenendo però la necessità di mantenere l’attuale denominazione di piazza del Bastione, dedicando a Geloni una strada o una piazza di nuova costruzione.

«È una posizione che proprio non vi va giù – dice Bellini – con tutto il rispetto per la Consulta, penso che non rappresenti la comunità di San Miniato. È doveroso un ripensamento. La figura di Italo Geloni è stata molto importante, che sia sanminiatese o meno penso sia abbastanza superfluo: dovremo allora togliere tutte le vie Verdi, Mazzini o Corso Garibaldi. Geloni è stato l’anima dell’Aned di questa zona, l’associazione dei detenuti politici. Ha accompagnato centinaia di ragazzi sanminiatesi e non a visitare i campi di sterminio in Austria e in Germania. Ancora oggi che non è più con noi, l’Aned continua a portare i ragazzi delle scuole in visita ai campi di sterminio, e il Comune di San Miniato continua da vent’anni a credere in questo progetto».

Inoltre, conclude Bellini, «questa decisione mi amareggia ancora di più perché l’intento era di concludere le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia con un’iniziativa che rimanesse nella memoria quotidiana di ogni cittadino, intitolando uno dei luoghi più centrali della città a un uomo che ha contribuito a far crescere in noi i valori di unità, di libertà e democrazia. Qualora la consulta mi inviti, sono disponibile a intervenire personalmente per entrare nel merito della decisione e per rispondere alle varie riserve che sono state mosse».(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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