Il Tirreno

Pontedera

A traino del lusso il conciario locale sbarca a Lineapelle

di Andreas Quirici

Imprenditori fiduciosi nonostante il calo degli ordinativi Gronchi: «Le prospettive sono sulla falsa riga del 2011»

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE. Da martedì a giovedì a Lineapelle a Bologna per la verifica del momento attraversato dalle concerie e dai loro mercati di riferimento. I presidenti delle due associazioni di categoria del Comprensorio del Cuoio parlano di lieve rallentamento negli ultimi mesi. Ma anche di un 2012 che, stando alle previsioni, dovrebbe comunque confermare il buon momento del lusso. E quindi della pelle conciata in Toscana. Simbolo della ripresa è il ritorno dei rettili in tutto il loro sfarzo, destinati essenzialmente all’estero. Alla faccia della crisi italiana che attanaglia le famiglie che un tempo, con il loro acquisti, rendevano redditizia anche la fascia media del mercato conciario.

Com’è cambiato l’estivo. Un tempo era la stagione meno importante per le concerie, rispetto a un’invernale con volumi maggiori e pellami più pesanti. «Oggi c’è grande attenzione anche alle collezioni estive – dice Attilio Gronchi, presidente del Consorzio conciatori di Ponte a Egola – perché l’utilizzo della pelle nella bella stagione è un valore aggiunto per le case moda». La primavera-estate 2013 sarà l’oggetto della fiera che si apre martedì con i rettili in primo piano, ma anche con ogni tipo di pellame e relative lavorazioni che evidenzino la voglia di lusso che serpeggia un po’ in tutto il mondo. Tranne che in Italia, naturalmente.

Variabile qualità. Via libera anche a bovine, vitelli e capretti, purché siano votati all’altissima qualità. «Non ci sono grandi preclusioni nell’utilizzo dei materiali e delle rifinizioni – aggiunge Franco Donati, presidente dell’Associazione Conciatori di Santa Croce – perché la moda sta recependo un po’ tutto quel che esce dalle concerie».

Destinazione, ripresa. Il mondo sta andando nella direzione di una ripresa. Il calo dei consumi tutto italiano, in Paesi come quelli orientali o negli Stati Uniti, è un aspetto non contemplato. E proprio gli americani sono i grandi attesi alla rassegna felsianea. «Stanno tornando in auge – ammette Gronchi – anche con marchi propri. A Bologna dovrebbero essere in molti, come del resto i cinesi e tutti i compratori orientali. Certo, il momento non è ottimale per nessuno. Gli ordinativi che l’anno scorso di questi tempi furono ingenti, tra dicembre e febbraio scorsi hanno subìto un rallentamento. Ma le prospettive sono quelle di un’annata buona, sulla falsa riga di quella euforica del 2011». E conclude: «Tutto è votato all’export, in mercati come quelli di Cina e Russia, compresa anche la produzione delle griffe italiane che si sono stabilizzate, ma puntando tutto sulla vendita all’estero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa