Sicurezza
Stangata Imu, aumenti fino all’80%
San Miniato: un’azienda artigianale di 700 metri quadri passa dai 3.800 euro dell’Ici 2011 ai 5.600 euro del 2012
SAN MINIATO. Una media di aumento tra il 40 e il 60%, con punte fino all’80 per alcune tipologie catastali. A tanto ammonta la stangata dell’Imu sulle attività produttive. Percentuali che valgono migliaia di euro in meno nei bilanci di aziende e attività in perenne affanno. Un quadro che emerge dai calcoli dalle aliquote Imu adottate dal Comune di San Miniato, illustrate in consiglio comunale nella discussione per il bilancio 2012. Un laboratorio artigianale di 700 metri quadri, tanto per fare un esempio, senza considerare eventuali piazzali o terreni, passa dai 3.800 euro di Ici 2011 ai 5.600 euro di Imu 2012, di cui 3.125 finiranno nelle casse del Comune, mentre 2.475 andranno allo Stato.
«Frutto dell’aumento dei moltiplicatori, che sono stati modificati per legge», ha spiegato l’assessore Gianluca Bertini, scorrendo cifre e percentuali delle aliquote che dovrebbero tenera a galla il bilancio di quest’anno. Una manovra dai margini strettissimi, dove le maggiori entrate finiscono tutte a coprire, e solo in parte, i trasferimenti statali tagliati negli ultimi anni, salvaguardando servizi che sembrano non bastare più rispetto ai nuovi livelli dell’emergenza sociale.
Gettito Imu. Ad aumentare, fra le entrate comunali, è proprio l’imposta sulla casa, con la nuova Imu che porterà nelle casse del Comune di San Miniato 7 milioni e 250mila euro: 2 milioni e 250mila in più rispetto all’Ici 2011, frutto della reintroduzione delle aliquote sulla prima abitazione. «Un’entrata – ha spiegato Bertini – che servirà a coprire il taglio di trasferimenti pari a 1 milione e 800mila euro, che si aggiunge ai 600mila già tagliati lo scorso anno. Per questo abbiamo scelto, anche in accordo con gli altri Comuni, di adottare un’aliquota Imu dello 0,86, rispetto alla quota base dello 0,76 prevista dalla legge, di cui la metà è destinata direttamente allo Stato». Complessivamente, quindi, oltre ai 7 milioni di Imu per il Comune, i cittadini di San Miniato ne pagheranno altri 3,9 allo Stato, per un totale di 11milioni.
Servizi essenziali e tariffe. «Non ci divertiamo certo a tassare i cittadini – ha proseguito l’assessore –. Abbiamo fatto una scelta: aumentare l’Imu servirà a garantire i servizi essenziali. Potevamo evitare, ma a che prezzo? Tenere l’aliquota base significava tagliare il sociale, la scuola, la cultura, il trasporto pubblico. Servizi che abbiamo voluto salvaguardare, riconfermando gli importi dello scorso anno e mantenendo inalterate anche le relative tariffe».
Il dibattito. «È comunque un fatto – ha detto Roberto Ferraro (Pdl) –: se prima i cittadini di San Miniato pagavano 5 milioni di Ici adesso dovranno sborsare 11 milioni di Imu: siamo passati, in media, da 500 a 1.100 euro a famiglia, traslando tutti i sacrifici sui cittadini». «Si cerca di tutelare il sociale – ha aggiunto, sempre dal Pdl, il consigliere Carlo Corsi – ma ci sarebbe da discutere su dove finiscono questi soldi». Secondo Laura Cavallini di Sel, «anche se la coperta è corta, si poteva provare a recuperare piccole cifre evitando alcune spese superflue». «Anziché prevedere un nuovo dirigente – ha proseguito Fabio Corsi (Comunisti Uniti) – si potevano assumere due autisti per mantenere la gestione pubblica del trasporto scolastico». «In teoria è tutto tagliabile – ha replicato il capogruppo Pd Simone Giglioli -; si tratta solo di scegliere, e noi abbiamo scelto di non toccare la spesa per il sociale e la scuola».
Nelle tasche del settore agricolo. Viene dimezzata, invece, dallo 0,20 allo 0,10, l’aliquota Imu per i fabbricati strumentali delle aziende agricole, «considerando – ha detto Bertini – la crisi del settore». «È come tassare le forbici al sarto – ha commentato Francesca Cupelli (Pd) –. Al momento, nel comune, sono solo 39 gli edifici strumentali già accatastati; gli altri dovranno farlo entro novembre. Alla fine il gettito sarà doppio, se non triplo rispetto alle previsioni».
Irpef progressiva. «Per quanto riguarda l’Irpef – ha spiegato l’assessore – potevamo scegliere tra un’aliquota unica o fra una ripartizione progressiva in 5 fasce. Abbiamo optato per la seconda soluzione, prevedendo l’esenzione per i redditi fino a 10mila euro. Per la fascia di reddito più numerosa, invece, tra 15mila e 28mila euro, l’aumento Irpef sarà solo dello 0,05».
Balzello Tia. La tariffa d’igiene ambientale aumenterà, infine, del 3,3%, anche per le utenze non domestiche, in linea con l’adeguamento Istat calcolato da Geofor. «È stato possibile – ha detto Bertini – grazie ad una razionalizzazione dei servizi, e soprattutto sfruttando un credito ottenuto con gli accertamenti sul periodo 2005-2009. Risorse che andranno a coprire anche i costi per l’attivazione del porta a porta a San Donato, stimati in 160mila euro».
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