Attenzione
«Non accetto diktat Ma sul commercio pronto al confronto»
Il sindaco risponde ai pubblici esercizi: «Confcommercio ha deciso di rompere i rapporti con noi. Decida cosa fare»
PONTEDERA. «Non accetto alcun diktat. Ma questo non vuol dire che sono chiuso al confronto». Simone Millozzi, sindaco di Pontedera risponde al comitato dei pubblici esercenti che si è appena formato. Lo fa con toni fermi, anche duri. Ma non senza lasciare qualche spiraglio. Una via d’uscita. Un modo per riprendere a dialogare. «Anche se non è facile – spiega – La prima richiesta che è arrivata in Comune, quella protocollata il 16 marzo, è anonima. Non c’è alcun riferimento. Adesso scopro, dal giornale, che ne sarà fatta una a nome Confcommercio. E questo, un po’, mi disorienta. Quell’associazione ci ha inviato una lettera, nelle scorse settimane, con la quale annuncia di aver rotto ogni tipo di relazione e di rapporto con il Comune di Pontedera. Decidano cosa vogliono fare. Tanto più che c’è un’altra contraddizione: una delle anime del comitato ha anche un ruolo di spicco dentro la Confesercenti».
Un percorso poco chiaro. Per Millozzi c’è qualcosa di incomprensibile. «Fino a oggi – spiega – c’è stato un equilibrio tra le due categorie di associazioni. Il Comitato guarda a un interesse legittimo, ma particolare. Le associazioni di categoria, invece, guardano all’interesse generale, a tutti gli interessi. Poi ne fanno una sintesi per il confronto con l’amministrazione. L’interruzione di questo equilibrio porta danno al commercio. Io sono disponibile al confronto. E ritengo legittima la contestazione. Ma vado avanti sulle scelte fatte».
Tempi stretti per i gazebo. All’accusa arrivata dal Comitato dopo l’ordinanza, in merito a poco tempo per allestire i gazebo in tempo per Pasqua, risponde con tanto di documenti. «Nel 2010 – dice – su richiesta di Confcommercio – per una situazione di calendario identica, fu fatta un’ordinanza per anticipare l’allestimento dei gazebo. Tra l’ordinanza e la data della sua applicazione c’erano dieci giorni. Bastarono per compiere tutte le pratiche, burocratiche e tecniche, per montare i gazebo. Adesso, tra quest’ordinanza e la data del 7 aprile, giorno in cui si possono utilizzare, ci sono 9 giorni: la differenza è di uno soltanto».
Il consiglio comunale dell’altro giorno. «Sono sorpreso da quel che è successo – spiega Millozzi – Oltre ai lavoratori della Cdc e gli albergatori, sono arrivati anche i rappresentanti dei pubblici esercizi. Si parlava di bilancio, ma loro, prima che la discussione cominciasse, se ne sono andati. Avrebbero fatto bene a restare: avrebbero ascoltato le difficoltà in cui si trovano i servizi sociali, sanitari, le risposte che proviamo a dare alla crisi. Quei lavoratori che perderanno il posto di lavoro, l’altro pomeriggio, rappresentavano il loro alter ego. Mi sarei aspettato una presenza simile anche in altri consigli: quando si parlava di tagli ai disabili, agli anziani, alle persone non autosufficienti. Invece, spesso, abbiamo discusso di queste cose in una sala deserta. Solo noi dell’amministrazione comunale eravamo lì a difendere i cosiddetti ultimi. Ritengo che ci vorrebbe un po’ di pudore, visto il tempo che stiamo vivendo. Ci sono anziende in crisi, posti di lavoro che si perdono, forti preoccupazioni: guardare agli interessi particolari, perdendo di vista il quadro generale, non fa bene».
Le cose fatte. Al sindaco non va giù neppure il fatto che oggi, vengono chiesti degli eventi. «Ma fino a oggi dov’erano?», sbotta. E poi sottolinea: «Abbiamo investito milioni di euro per riqualificare la città, gli spazi pubblici, le piazze, da Fuori del Ponte alla Stazione. Piazza Duomo, piazza Pasolini, fra un po’ anche via Dante e piazza Trieste. Abbiamo messo attenzione all’arte e alla cultura. Abbiamo migliorato la città e questo ha dato una spinta anche al commercio, alle attività dei pubblici esercizi».
E poi gli eventi. I mercatini, la pista sul ghiaccio per le feste di Natale. «Iniziative che abbiamo sostenuto noi amministratori – continua il primo cittadino– con un unico obiettivo, rendere attraente la città, far arrivare gente, della cui presenza, poi, far cogliere i benefici proprio al commercio della città».
La Notte Bianca. Intorno alla notte bianca c’è un forte investimento e un grande ritorno: 70-80mila persone che visitano la città e usufruiscono dei servizi anche dei pubblici esercizi cittadini. «Su questo tema abbiamo scommesso con i commercianti, quando hanno voluto dividere gli eventi, cambiare data alla Notte Bianca, ripristinare la festa del commercio. Lo abbiamo fatto con responsabilità e con condivisione.
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