Il dolore
Altri 20 anni per i terreni dell’Aquarno
Prorogato il diritto di superficie. I conciatori dovranno sborsare al Comune un milione e mezzo di euro entro il 2014
SANTA CROCE. È stato prorogato di vent'anni il diritto di superficie con il Consorzio depuratore per i terreni che ospitano Aquarno. Un'operazione da 1,5 milioni, che i conciatori saranno chiamati a saldare entro il 2014. «Con questa concessione – ha spiegato il sindaco Osvaldo Ciaponi nel consiglio comunale di giovedì – si danno certezze e maggiore sicurezza a tutto il comparto produttivo e al suo sistema di depurazione. Il periodo ventennale va proprio in questo senso, considerando l'incertezza normativa dovuta alla mancanza di una legge nazionale sulla materia dell’acqua in ossequio ai risultati referendari. Con questo atto diamo piena esecuzione alla legge regionale che ha evitato la messa a gara degli impianti. Per la sopravvivenza del comparto, quindi, questa proroga vale molto».
Una scelta, però, che ha incontrato l'astensione delle opposizioni. «Ancora una volta, puntuali all'appuntamento – commentano Letizia Quaglierini (Pdl) e Stefano Giannotti (“Il centrodestra per Santa Croce”) – i consessi associativi dei conciatori intervengono a rimpinguare le asfittiche casse dell'amministrazione. C’è da chiedersi se le preoccupazioni sul futuro del comparto siano reali o meno, vista la facilità con cui impegnano il settore conciario locale ad esborsi di centinaia di migliaia di euro per operazioni la cui necessità è tutta da dimostrare. È chiaro che questi soldi contribuiranno in maniera determinante all’equilibrio dei prossimi bilanci, e se questo non bastasse c’è sempre la possibilità, prevista nell’atto, di alienare i terreni ad un valore da determinare». Nel 2001, ricordano Giannotti e Quaglierini, «i conciatori potevano acquistare tali terreni, ma si preferì mantenere il diritto di superficie per altri 10 anni, sborsando circa 6,30 euro al metro quadro. Ora la storia si ripete ad un costo di 15,47 euro, per un valore complessivo di ben 22 euro al metro. C'è da chiedersi perché i vertici associativi dei conciatori siano intervenuti due volte, in pochi mesi, in aiuto all'amministrazione, dopo l’acquisto della rete fognaria industriale». Astensione in consiglio anche da parte di Irene Storti (Lega Nord): «E' un accordo che porterà comunque benefici a entrambe le parti. Si tratta di trovare il giusto compromesso». «Una polemica incomprensibile – ribatte Ciaponi –: nessuno dell’opposizione, in consiglio comunale, ha aperto bocca sull’argomento. Forse è mancato il coraggio dopo le strigliate di questi giorni. In merito al compenso previsto, ricordo che nel 2002, per lo stesso diritto di superficie, ammontava a 619mila euro e fu approvato anche dall’allora vicesindaco Letizia Quaglierini, che ora abbaia alla luna dicendo che gli imprenditori aiutano le casse del Comune».
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