Il Tirreno

Pontedera

Sciopero dei gazebo nel weekend di Pasqua

di Francesca Suggi

La gran parte dei locali del centro decisa a farsi ascoltare dal Comune «Tempi stretti e poi vorremmo un confronto precedente, ci dispiace per la gente»

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PONTEDERA. Saranno in pochi a metter fuori sedie e tavolini il 7 di aprile. Tempi ristretti per sbrigare la burocrazia, problemi di allestimento e la ferma volontà di un confronto precedente con l’amministrazione: questa la linea di gran parte dei bar e dei ristoranti del centro di Pontedera. Quel comitato spontaneo di pubblici esercizi, nato nelle settimane scorse proprio per evitare “bandiere” di categoria, che il 16 di marzo aveva presentato la sintesi di tutte le criticità del settore (evitare l’aumento del suolo pubblico in primis), proposte (la richiesta di una deroga pasquale per allestire i gazebo prima del 15 come previsto dal regolamento generale), iniziative per rivitalizzare la città per l’estate. Riassunto protocollato in Comune ma mai ufficialmente preso in considerazione dell’amministrazione che ancora, di fatto, non ha incontrato i diretti interessanti.

Una ventina di imprenditori in tutto, che hanno appreso la decisione del Comune di anticipare l’allestimento «dopo la richiesta fatta da Confesercenti», come si legge nell’ordinanza del sindaco.

«Siamo felici che l’amministrazione abbia dato questa risposta, nonostante l’avessimo chiesto noi in data 16 marzo. Visto che le nostre richieste sono state ignorate perché arrivavano da un generico gruppo di pubblici esercenti, torniamo a farle sotto la bandiera obbligata di Confcommercio, cosa che sin dall’inizio avevamo scartato per evitare strumentalizzazioni di categoria», dicono i commercianti.

Ieri pomeriggio tutti tornano a firmare il nuovo documento da protocollare in Comune, questa volta sotto il cappello Confcommercio, praticamente una fotocopia di quello del 16 marzo. Intanto la gran parte dei locali del centro ribadisce che durante il weekend pasquale non ci saranno sedie e tavolini fuori. «Ci dispiace per la clientela che non beneficerà di un servizio, ma spiegheremo loro le ragioni. Difficile trovare una ditta che di sabato ti venga a montare un gazebo, serve un minimo di tempo per organizzarci». Anche se dall’amministrazione non manca la flessibilità di far montare le strutture giorni prima, pronte a partire sabato 7 aprile, i locali portano avanti le loro istanze. Tanti di loro devono ancora presentare la richiesta in Comune. «I tempi sono stretti, e poi crediamo di avere il diritto a un incontro con il Comune prima di ogni cosa».

Il gruppo cresce ogni giorno di più. Dentro ristoranti e bar anche fuori del centro e pure attività che non hanno spazi esterni. Così anche molti albergatori, indignati per la tassa di soggiorno, si uniscono e pure diversi negozi del centro. Emerge la volontà comune di dar vita a iniziative per ridare una vita al centro. Per riportare grandi e piccini nelle strade e nelle piazze. Per animare la sera pontederese, oggi alquanto desolata. Così lunedì alle 15 tutti si ritroveranno nella sede di Confcommercio.

«La cosa che ci indigna è che noi siamo pronti a investire in prima persona con la creazione di un cartellone di iniziative, pomeridiane e notturne, e ci piacerebbe confrontarci con il Comune che invece fa orecchie da mercante». L’idea è quella di dar vita a momenti di spettacolo itineranti. Da un locale all’altro. Un giorno si accende una via, quello dopo, un’altra. E poi tocca a una piazza, a un altro angolo del centro. «La città sta vivendo come non mai, ormai da troppo tempo, una desolazione totale e il commercio si rivitalizza portando la gente. Non esiste solo la Notte Bianca».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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