Il Tirreno

Pontedera

Cdc, gli investimenti non bastano

di Manolo Morandini
Cdc, gli investimenti non bastano

Dell’Artino: ma se non ci fossero stati, lo scenario che dobbiamo fronteggiare sarebbe arrivato prima

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PONTEDERA. Un gigante di fronte a un mercato in discesa. Il Gruppo Cdc dopo tre anni di ammortizzatori sociali ha scelto d voltare pagina. In pista c’è un piano industriale indigesto, 130 gli esuberi, ma anche il mantenimento e lo sviluppo dei nuovi business costruiti in questi anni. Il tutto con l'obiettivo di un ritorno all'equilibrio economico a partire dal 2013, «allineando strutturalmente la dimensione dell'azienda al suo mercato accessibile». Non basta la cura dimagrante dei costi di struttura dell’8% messa a punto tra il 2007 e lo scorso anno.

Nuove frontiere. Nel bilancio c’è anche il peso, in positivo, delle scelte degli ultimi quattro anni: un investimento di 5,5 milioni di euro per lo sviluppo delle attività commerciali. «Se non avessimo fatto queste azioni lo scenario che ci troviamo a fronteggiare oggi sarebbe sicuramente arrivato in anticipo», dice l’amministratore delegato di Cdc Spa Enrico Dell’Artino. Che aggiunge: «Solo nel 2011 le attività di sviluppo fuori dal perimetro commerciale storico hanno generato un fatturato di circa 50 milioni di euro».

Dalla nascita della divisione Kraun alla ridefinizione dei format per i negozi Computer Discount e dei Cash&Carry, che rappresentano il business storico e principale del Gruppo. Quattordici i nuovi Cash&Carry aperti tra il 2009 e lo scorso anno, fino all’acquisto lo scorso anno della catena di negozi Essedì, 83 i nuovi punti vendita a fronte di un fatturato di circa 20 milioni di euro.

Con il potenziamento delle attività corporate sono arrivate commesse per circa 30 milioni di euro: 12mila monitor a Poste Italiane nel 2009, 16mila alla Lottomatica e la gara da 16 milioni per il Fondo assistenza finanzieri. Ma anche la creazione del consorzio Hyper Tix, con Td Group e Almaviva, per la realizzazione e gestione del data center della Regione Toscana. Inoltre, la creazione della divisione Cdc Tech per lo sviluppo delle attività a valore aggiunto, dalla videosorveglianza al Voip, dai sistemi gestionali all’interhosting.

I nodi. Nella sede di Gello si fanno i conti con la riduzione generale dei volumi che ha determinato nel 2011 ricavi in calo del 10%, fermi a 311,1 milioni di euro rispetto ai 346,4 milioni del 2010. In controtendenza il complesso delle attività a valore aggiunto, riorganizzate e rafforzate nell'ultimo trimestre del 2010, che ha registrato un fatturato di circa 13 milioni di euro. E il fatturato degli accessori e dei prodotti a marchio proprio Kraun che si è sostanzialmente attestato sui livelli del 2010. A pesare sui conti però è la riduzione dei margini sulle vendite e il volume di quest'ultime, dati che non giustificano più per il Cda il mantenimento dell’attuale struttura aziendale.

Il nuovo piano industriale in chiave di rilancio prevede di costruire un’azienda a dimensione del mercato accessibile. Ma per farlo serve un'accelerazione delle attività di taglio dei costi di struttura: personale, trasferimento della sede, da Gello a quella storica di Fornacette, l'esternalizzazione della logistica e la riduzione dei costi fissi relativi alle superfici di vendita. Tutte questioni sul tavolo. Dopo Pasqua un nuovo vertice con i sindacati.

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