Attenzione
Il Valdarno riparte a colpi di creatività
Voglia di farcela, ingegno e professionalità accomunano le aziende di San Miniato
SAN MINIATO. La crisi c'è, indubbiamente. Nessuno fa finta di niente tentando di nasconderla. Ma è sicuramente più forte la voglia di reagire, di credere nelle proprie potenzialità e di ritrovare la fiducia nel futuro, a colpi di creatività e professionalità. Il Valdarno Inferiore c'è e non vede l'ora di rimettere indietro l'orologio dell'economia.
Il tour. E' questo il quadro che ci viene dipinto davanti nel corso del tour che in questi giorni il sindaco del Comune di San Miniato Vittorio Gabbanini, accompagnato dall'assessore alle attività produttive Giuditta Giunti, sta compiendo tra le aziende del territorio. Un modo intelligente e apprezzato dagli stessi imprenditori per rendersi conto della reale situazione e per conoscere più approfonditamente le numerose attività d'eccellenza (non solo concerie e calzaturifici) che quotidianamente portano il nome di San Miniato oltre i confini regionali ed anche nazionali. Ne è sicuramente un esempio concreto la "Elettrosistemi srl", a San Miniato Basso, di cui è amministratore unico Fabio Franchini. L'impresa realizza macchinari d'automazione per le grandi industrie e il 98% dei quasi quattro milioni di fatturato annuo è rappresentato da commesse provenienti dall'estero. In testa, ci sono i paesi asiatici e arabi, in particolare Iran e Iraq, da dove in questo particolare momento sono richiestissime le macchine per la produzione del vetro.
Fuga all’estero. La "Elettrosistemi srl" è una realtà importante, che conta su 25 dipendenti, la cui età media è di trent'anni. Franchini è un grande appassionato del suo lavoro, nel corso degli ultimi anni ha operato numerosi investimenti, compresa la costruzione di un grande impianto fotovoltaico sul tetto dello stabilimento, che consente all'azienda di essere autonoma dal punto di vista del fabbisogno energetico. Ma oggi un po' di fiducia è andata dispersa, risucchiata da nuovi balzelli e imposizioni burocratiche che talvolta strangolano sul nascere i nuovi progetti. «Vogliamo parlare dell'Imu? – esordisce Franchini –. E' la tassa più ingiusta che un governo potesse applicare. Sarebbe stata molto meglio la patrimoniale. Con questo Stato, è come se la mia azienda avesse un socio che non lavora e non si fa mai vedere e che alla fine dell'anno, però, s'intasca il 65% degli utili. Fino a quando la pressione fiscale rimarrà questa, sarà impossibile assumere una persona in più». Il sindaco Gabbanini chiede conto del progetto d'ampliamento che l'azienda aveva presentato negli anni scorsi e che la stessa amministrazione comunale ha approvato non senza fatica, a causa dei vincoli legati ad un fosso che scorre nelle immediate vicinanze. Ma per il primo cittadino arriva subito la doccia fredda: «Vi ringraziamo per l'attenzione – dice Franchini – ma è molto probabile che non ne facciamo di niente. La nostra intenzione è infatti quella di spostare i nostri progetti di sviluppo in Tunisia o in Thailandia».
L’isola felice. A pochi passi dalla "Elettrosistemi srl" c'è la "Pallets fratelli Bertini Gmg", una vera e propria isola felice. Anche perché alla base dell'attività esiste una trovata geniale: si recuperano i pianali usati e rotti, si riparano e si rivendono alle grandi catene che ogni giorno caricano decine e decine di tir o che movimentano quintali e quintali di prodotti nei loro magazzini. «In tutto - ci spiega Gabbriello Bertini - abbiamo una quarantina di persone che lavorano per noi, tra dipendenti e ragazzi di due ditte esterne. I nostri clienti sono soprattutto Coop, Carta Regina, Conad e Sammontana. La crisi l'avvertiamo soprattutto per la maggiore burocrazia a cui dobbiamo rispondere, ma non per le commesse. Queste, per fortuna, continuano ad esserci. Noi ripariamo circa cinque milioni di pianali all'anno».
Viva le cartiere. Proprio accanto a Gabbriello c’è la “Pallets Bertini Group snc” (16 dipendenti, più altri in regime esterno), tra i cui titolari figura Gianluca Bertini, assessore al Comune di San Miniato. «Da tempo – ci dice – lavoriamo insieme all’azienda di Gabbriello, abbiamo praticamente gli stessi clienti. L’attività va bene, grazie anche al buon momento che stanno attraversando le cartiere di Lucca e mi piace sapere che più lavoriamo noi meno alberi vengono tagliati in giro per il mondo. Siamo anche in possesso di un impianto fito-sanitario per la sterilizzazione dei pallets destinati all’esportazione».
La scommessa di Valentina. Conosce tre lingue (inglese, tedesco e spagnolo), essendo laureata alla scuola per interpreti di Trieste, ha una grande passione per i viaggi e vuol contribuire affinché il suo comune offra più servizi ai turisti, per fortuna in aumento. Dal dolore per aver perso recentemente la nonna, ha reagito con l’idea di valorizzare l’appartamento lasciato vuoto dall’anziana. Ecco, quindi, che in via Volta a San Miniato Basso è nato “Il Cantuccio”, un bed & breakfast dotato di due camere, una cucina e una sala da pranzo in comune. Un punto d’appoggio strategico per chi vuole essere al centro della Toscana e a due passi da tutto quello che nella nostra regione c’è da conoscere. «La casa – spiega Valentina Parente – è distante solo pochi passi dalla stazione ferroviaria e dalla fermata dei pullman. Per il momento, ho avuto solo ospiti italiani, ma penso che presto arriveranno anche i primi stranieri».
Una famiglia in gran carriera. Luigi Sereni ha lo sguardo pieno d’orgoglio nel vedere tutta la propria famiglia riunita attorno allo stesso tavolo. Una famiglia che è un’azienda. Con lui, la moglie Paola, la figlia Denise, il figlio Marco e la moglie di quest’ultimo Sara fanno la “San.Ser”, azienda di confezioni esistente dal 1986 (prima era a Ponte a Egola) con una trentacinquina di dipendenti. Qui nascono da un semplice schizzo su carta gli abiti femminili destinati per la maggior parte ai grandi gruppi francesi. Un appello al sindaco e alla politica: «Aiutateci a sensibilizzare di più i nostri giovani rispetto alle esigenze del mercato del lavoro. Stiamo infatti assistendo ad una preoccupante decadenza di capacità e valori. Noi, ad esempio, abbiamo grossi problemi a trovare manodopera qualificata e la conseguenza è quella di perdere tempo per i colloqui e per la selezione del personale».
L’ecologico va forte. Senz’altro vincente l’idea di Leonardo Marchetti, titolare della “Esterni srl”, tra i cui prodotti segnaliamo i bagni ecologici mobili in plastica riciclata (che vedendola da lontano sembra legno). Chi non vuol più piazzare quegli orrendi “bussolotti” blu in mezzo a paesaggi da favola oggi ha un’alternativa. Si possono prendere anche a noleggio e ne fanno già uso campi da golf, campeggi, stabilimenti balneari e laghi di pesca sportiva.
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