Attenzione
Il “comply-cuore” di Irene, trapiantata a soli dodici anni
Sono trascorsi 18 anni dalla donazione e oggi la giovane racconta la storia in un libro, “High-side in corsa per la vita”
CASCIANA TERME. In corsa per la vita. Irene aveva sei anni quando i medici le diagnosticarono un tumore. Cure dolorose, infinite sofferenze, un trapianto di rene e di cuore. Oggi non è più una bambina, ha 30 anni. Pochi giorni fa ha festeggiato il suo comply-cuore. Sono 18 anni che ha avuto in dono una vita nuova grazie al trapianto. E come regalo più bello Irene Paumgardhen ha scritto un libro “High –Side, in corsa per la vita”, edito da Felici editore di Pisa, che viene presentato proprio in questi giorni.
Più di duecento pagine scritte con passione, da leggere tutto d’un fiato, per ricordare e immaginare gli anni tristi della malattia, la speranza e la rinascita.
«Penso che il mio messaggio possa aiutare chi è malato ma anche chi non dà valore alla propria vita, alla propria salute buttandola via con la droga e con lo sballo. Ma anche semplicemente a chi si sente afflitto da niente, senza accorgersi di avere la fortuna più grande che esista… E anche se sembra banale… è la salute».
Grazie a due genitori speciali che hanno affrontato mille sacrifici per dare un sorriso all'amata figlia, oggi Irene è una donna serena. Ha un lavoro (un contratto part time nel punto vendita Decathlon a Navacchio come categorie protette) e tanti sogni nel cassetto. «Ho un lavoro che faccio con entusiasmo perché mi piace dimostrare di essere una persona “valida” più che “invalida”».
Quei sogni che la malattia le aveva negato da bambina. Studi difficili, così li racconta, sballottata da una scuola all’altra e le medie (all’istituto arcivescovile “Santa Caterina” a Pisa) cominciate a 14 anni, quando gli altri coetanei iniziavano le superiori. Le moto (High-Sid è la caduta più brutta che esista nel motociclismo) e il cinema sono rimaste nel tempo le grandi passioni di Irene. Ha frequentato un corso di regia, montaggio e sceneggiatura a Firenze, ha diretto (nel 2006) come aiuto regista una rivisitazione di “Notre Dame de Paris”. Quando ne ha avuto l’occasione ha scritto di moto e sulla donazione degli organi.
«Il libro – dice la mamma Donella – andrebbe inserito tra i testi da diffondere nelle scuole. La sua è una grande testimonianza di vita». I “pezzi di ricambio”, come li chiama Irene, hanno restituito funzionalità e coraggio prima alla bambina e poi alla donna. «Oggi sto sperimentando un’esperienza per me eccezionale: essere come tutti gli altri. E questa è la mia più grande vittoria». Un libro che aiuta a guardarsi dentro. La storia di Irene può essere un esempio soprattutto per chi soffre, per chi è chiamato a mettersi alla prova con gravi malattie o con un intervento di trapianto di organi, ad andare oltre. A credere nella possibilità di una vita migliore. Un capitolo speciale è quello dell’incontro con Valentino Rossi, un mito per Irene che a 16 anni e abitava a Luciana da Fauglia ( la sua famiglia gestiva il ristorante La Scappatoia, oggi si è trasferita con la famiglia a Casciana Terme) gli aveva scritto una bellissima lettera, poi pubblica dai giornali (anche alcune trasmissioni televisive hanno dedicato spazio a questa storia) e finita su una pagina di Facebook.
La storia è già arrivata a chi in questi anni ha conosciuto Irene e a chi si è impegnato in prima persona durante le difficili fasi della malattia. Tra loro anche alcuni militari della Folgore di Livorno che in una calda estate, quando scarseggiava il sangue, andarono a donare per lei le piastrine.
Nelle prossime settimane il libro sarà presentato anche in alcune scuole frequentate da Irene.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
