Gioco
Disoccupato fa lo sciopero dei farmaci
La drammatica storia di un ex operaio di Santa Croce. «Qualcuno mi aiuti a trovare un lavoro»
SANTA CROCE. «Non voglio l'elemosina, voglio solo lavorare. Oggi scelgo di farmi del male perché non voglio farne a nessuno».
Questa la richiesta d'aiuto di Rocco Caponero, operaio disoccupato di Santa Croce che in questi mesi vive una situazione difficilissima, aggravata dalle condizioni di salute e dalla sieropositività, e che dopo numerosi tentativi di farsi ascoltare ha deciso di iniziare lo sciopero dei farmaci. L'uomo, infatti, ha alle spalle una storia di tossicodipendenza e di criminalità. Una vita passata, chiusa definitivamente tanto con la giustizia come con la comunità di recupero, ma che oggi comunque gli sbarra la strada a qualunque lavoro “normale”, che permetterebbe a lui e a sua madre di andare avanti. «Io e mia madre non ce la facciamo più, lei con la pensione, io con un sostegno minimo in virtù della mia invalidità. Ma non ce la possiamo fare – racconta Caponero –. Ho sempre lavorato in concia o presso contoterzisti, non mi sono mai tirato indietro e non lo faccio neanche ora. Solo che ora che sono tornato in casa, dopo la comunità, a seguito della morte di mio padre, ho un bisogno estremo di lavorare. A causa della sieropositività, però, i medici non mi danno il permesso di svolgere i lavori di una volta e ci sono problemi anche sul fronte assicurativo. Quindi sono a casa». Nel frattempo, le condizioni peggiorano, anche a causa di altri disturbi e delle spese mediche. Di qui il gesto estremo per farsi ascoltare: tagliare il cocktail retrovirale contro l'Hiv e tutti gli altri farmaci. «Ho problemi anche al fegato e alla tiroide, nel frattempo il mio sistema immunitario mi ha mollato e le spese non si contano più: l'affitto, la luce, il gas, la scuola di mio figlio spiega –. Ho cercato mille volte di spiegare ai servizi sociali la mia condizione. Sono andato dal sindaco e nell'ufficio apposito mille volte. Mi hanno fatto sempre tante promesse ma poi niente. Qualche tempo fa sembrava ci fosse un lavoro adatto a me in una cooperativa, ma poi è sfumato tutto. Sono quattro giorni che non prendo più farmaci, ma se continuano a ignorarmi presto smetterò anche di mangiare. Pensano che nella vita sia andato a cercarmele. E' vero. Ma ho chiuso con tutto e voglio solo lavorare».
Nilo Di Modica
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