Sicurezza
«Salari, l’idea di Minuti non condivisibile»
Giusti (Cobas) replica al sindacalista del Comune: non può essere la flessibilità a farli crescere
PONTEDERA. «In una intervista ,rilasciata al Tirreno il sindacalista della Cgil funzione pubblica di Pontedera, Riccardo Minuti, fa dichiarazioni sconcertanti».Così Federico Giusti, dei Cobas Valdera, replica al sindacalista di PalazzoStefanelli. Si riferisce alle dichiarazioni sula crescita della busta paga. «Per Minuti – dice FGiusti – è legata alla flessibilità e auspica contratti decentrati che incrementino il salario solo per il personale disposto a orari e lavori flessibili. Le parole di Minuti e della Cgil che non lo ha smentito e si presuppone sia dello stesso avviso, ricordano quelle del ministro Brunetta e ne sposano la filosofia di fondo».
Fino al 2014 i salari pubblici sono fermi, la contrattazione decentrata deve rispettare tetti rigidi. «Nel complesso il salario del dipendente pubblico non solo rimane fermo ma diminuisce – prosegue – se pensiamo ad alcune indennità non cumulabili per effetto di pareri Aran che non dovrebbero fare giurisprudenza ma nei fatti sono applicati negli enti pubblici senza alcuna contestazione da parte di Cgil, Cisl, Uil. La soluzione per Minuti è quella di non essere pagati equamente per il lavoro ordinario svolto, gli aumenti, invece debbono essere legati a orari e mansioni flessibili. Insomma si aggira quel contratto nazionale che la Cgil dice a parole, e assai meno con i fatti, di sostenere. Mentre i salari della dirigenza, in molti enti, vedono la parte fissa preponderante rispetto a quella variabile, per tutto il restante personale vale l'esatto contrario con una forte incidenza della parte variabile del salario legata alla valutazione del dirigente e non a parametri oggettivi che attestino i risultati ottenuti Per dirigenti e posizioni organizzative la Brunetta si applica assai meno rispetto a quanto si applichi per il personale della pubblica amministrazione: una cultura che pretende dai lavoratori la flessibilità oraria e di mansione ma poi esenta dalle stesse regole dirigenti e quadri.Ciò avviene con il beneplacito della Cgil. Sarà per questa ragione che in casa Cgil si parla un linguaggio e si praticano scelte di comodo che non tutelano, lavoratori alle prese ormai con salari da fame».
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