La discarica di Legoli incassa l’ok della Regione
La commissione ambiente in visita a Peccioli: «È un esempio per la Toscana» Macelloni: una web cam per far vedere in città la discarica in ogni momento
PECCIOLI. «Questa discarica è un esempio per la Toscana». Vincenzo Ceccarelli parla sbirciando la veduta proposta dai vetri del Triangolo verde sul sito di stoccaggio e trattamento di rifiuti di Legoli, gestito dalla Belvedere.
E' il presidente, in quota Pd, della sesta commissione territorio e ambiente della Regione Toscana che ieri ha visitato la discarica pecciolese e la Revet di Pontedera. Una giornata nel Pisano per valutare lo stato di due impianti ritenuti strategici per l'ambito dei rifiuti in Toscana.
«La nostra regione sarà a regime quando tutte le fasi avranno il loro spazio», aggiunge Marta Gazzarri dell'Idv. Già, ma quando? «Difficile dare una risposta – afferma di nuovo Ceccarelli – perché c'è ancora molto da fare. Soprattutto per quanto riguarda l'impiantistica».
E allora cosa manca per portare a regime questo settore? «Soprattutto il il riutilizzo – dice Giovanni Ardelio Pellegrinotti del Pd – che non può essere delegato solo al pubblico. Aziende come la Revet, per esempio, sono molto importanti per questo aspetto, perché creano materia e studiano progetti come quelli con Piaggio che portano alla produzione di pezzi di plastica riciclata per i veicoli della casa pontederese». In Toscana si producono 3 milioni di rifiuti urbani e 10 milioni di speciali. Il 5% viene smaltito tramite termovalorizzazione, il 35% viene differenziato e il resto va in discarica. Percentuali ancora troppo diverse da quelle dei Paesi europei più virtuosi che impone, secondo la commissione regionale, una programmazione degli impianti molto approfondita.
Un tasto battuto anche dal presidente di Belvedere Renzo Macelloni: «E' inutile continuare a dire che le discariche verranno superate, perché non sarà così. Certo, la raccolta differenziata dovrà essere incentivata e migliorata. Ma non si può pensare di fare a meno delle discariche. Semmai si dovrà razionalizzare le esistenti e avere un approccio di tipo industriale al problema». Serviranno conferimenti per un'azienda come la Belvedere che vive di rifiuti. «Ma occorrerà – prosegue Macelloni – sperimentare nuove tecnologie come il meccanico-biologico oppure la dissociazione molecolare che da noi attualmente è ferma per vari motivi, ma che vogliamo riprendere senza nessun timore. Personalmente non credo che il futuro dei rifiuti sia solo nel porta a porta».
Durante l'incontro, il presidente di Belvedere, Macelloni, ha parlato di "La discarica va in città", un progetto che potrebbe realizzarsi entro 3 mesi e che proietterebbe immagini delle telecamere posizionate all'interno della discarica in megaschermi installati in una piazza centrale di Peccioli. «Un modo per rendere la nostra attività ancora più trasparente», ha detto il presidente.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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