Il Tirreno

Pontedera

Il fronte del “no” vuol bloccare Rossi ma lui tira dritto

di Francesco Turchi
Il fronte del “no” vuol bloccare Rossi ma lui tira dritto

Pirogassificatore, il governatore della Toscana non si piega «Prendano un appuntamento, faremo valere i nostri diritti»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Il blitz a Empoli del comitato contro il pirogassificatore è fallito. Il governatore Enrico Rossi ha visto i manifestanti, li ha salutati e ha tirato dritto. Nessun colloquio per strada: «Sono disponibile a incontrarli, ma non qui. Prendano un appuntamento». Parole che hanno lasciato l’amaro in bocca al gruppo di castelfranchesi arrivati fino a Empoli con la speranza di convincere il presidente della Regione a non ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar, che ha accolto i ricorsi di Comune e Rifondazione Comunista, sospendendo il cantiere del pirogassificatore che vuol costruire la Waste Recycling e che è brevettato dalla Nse Industry di Empoli.

Viaggio della speranza. Pochi giorni fa il Tar ha concesso la sospensiva dell’autorizzazione avuta dall’azienda, di fatto bloccando i lavori fino alla prossima udienza, fissata per il 20 novembre. Mentre il comitato brindava, Rossi ha gelato tutti annunciando di voler ricorrere al Consiglio di Stato. E così, ieri pomeriggio, una delegazione di castelfranchesi è andata fino ad Empoli, dove il governatore era atteso per illustrare il progetto GiovaniSì.

I motivi. Il gruppetto di manifestanti ha atteso Rossi davanti al Cenacolo degli Agostiniani: «Vogliamo chiedere al presidente di fare un passo indietro – sottolinea Aurora Rossi – e di non sprecare altro denaro pubblico per un ulteriore ricorso in difesa di un privato. Lui continua a dire che questo impianto è strategico: ma strategico per chi? Noi siamo persone tranquille, non siamo ultras. Non è un agguato. È soltanto un tentativo di avere delle risposte».

Cittadini traditi. I manifestanti mettono sul tavolo anche il tradimento del processo partecipativo, con il comitato di garanzia che aveva bocciato su tutta la linea il progetto: «Non riusciamo a capire – spiega Luca Trassinelli – per quale motivo Rossi si sia lanciato in questa battaglia in difesa di un privato, mettendosi contro la volontà dei cittadini, molti dei quali sono suoi elettori. Questo progetto ha tanti punti di criticità e la gente, non solo di Castelfranco, ma anche degli altri comuni della zona, proprio non lo vuole».

Potere al popolo. Stefano Izzo torna sulla questione del percorso partecipativo: «Il popolo ha preso la sua decisione, bocciando il progetto. Poi sono state cambiate le regole. Qui si continuano a buttare soldi pubblici e si cambiano le regole soltanto per la convenienza dei privati. Perché i cittadini non avranno nessun vantaggio da questa operazione. Soltanto più inquinamento».

L’arrivo. Alle 18,22 Rossi fa capolino in via dei Neri. Vede i manifestanti, li saluta cordialmente con un «buonasera», ma non rallenta il passo: «È scappato – sbottano i manifestanti – come aveva già fatto in Regione». Rossi entra al Cenacolo, dove ad attenderlo c’è il segretario del Pd del circondario, Brenda Barnini. Poi spiega: «Sono disponibile a incontrare una delegazione del comitato contro il pirogassificatore. Ma non qui, in questo modo. Prendano un appuntamento e ci possiamo vedere».

Ognuno per la sua strada. Poi il governatore ribadisce la sua posizione: «Io difendo la legalità e lo stato di diritto. Chi rispetta le leggi ha diritto ad avere permessi in tempi rapidi. I processi partecipativi? Non devono sostituirsi alle leggi e al riconoscimento dei diritti». Di conseguenza la Regione impugnerà la decisione del Tar: «Certamente. I cittadini che fanno parte del comitato hanno i loro diritti e li esercitano. Così come noi abbiamo i nostri. E li faremo valere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca