Il Tirreno

Pontedera

Confronto zero, noi pronti alle barricate

di Francesca Suggi
Confronto zero, noi pronti alle barricate

Bar e ristoranti in consiglio per difendere il proprio lavoro. Presenti anche gli albergatori con cartelli: turisti cercansi

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PONTEDERA. Pronti alle barricate. All’insegna di cartelli sonori stile “Turisti e lavoro cercansi” gli albergatori. Magari a colpi di seggiole e tavolini “dimostrativi” in piazza, oppure con serrate programmate dei locali o sciopero dei gazebo i gestori di bar e ristoranti che usufruiscono del suolo pubblico. A sinistra sono schierati i primi, a destra i “colleghi” del comitato spontaneo pubblici esercizi: mai consiglio comunale, nella storia recente, appare più simile a un ring tra categorie di lavoratori che protestano contro le decisioni dell’amministrazione.

Ascolto, rispetto e voglia di lavorare. Qui imprenditori di bar e ristoranti: una quindicina (quasi tutti quelli del centro) riunitisi in comitato spontaneo. Un gruppo che chiede risposte ufficiali, ormai da una decina di giorni, su suolo pubblico, eventuale deroga pasquale per allestire i gazebo, pagamento “doppio” (suolo e concessione annuale) per i locali di piazza del Teatro, iniziative da sfornare in estate. «Per 10 giorni il nostro documento è stato ignorato, siamo qui per dire no a trattative private o almeno sembra, tra un assessore e un rappresentante di categoria che parla per sè stesso, e a chiedere un confronto e risposte certe», sottolinea il comitato.

Nessuna risposta. Mancano risposte ufficiali: tra 15 giorni se c’è la deroga pasquale i tempi sono stretti per pagare bollettini e allestire gazebo. «Non c’è volontà di confronto, ma noi la pretendiamo e siamo pronti a lottare per le nostre idee», ribadisce il comitato.

L’invito a Confesercenti. Stride l’assenza dell’assessore preposto Stefano Tognarelli, così pure la non presenza di Luca Sardelli di Confesercenti. «Invitiamo Sardelli oggi alle 15 nel bar J&G per un confronto con tutti noi».

Iniziative di protesta. Occasione di confronto. Ma anche momento per tirare le somme e mettere a punto le prossime iniziative di protesta: si parla di possibili “barricate” con tavolini e sedie (a tema), sciopero dei gazebo, serrate organizzate. «Il bilancio è fatto e noi siamo trattati come numeri, bisogna reagire – aggiungono – Per noi i gazebo sono vita, lavoro, servizio a una comunità che ancora non si spiega il perché siano stati tolti, e fonte di occupazione che riusciamo a garantire. Diremo di chiedere spiegazioni al Comune». Tutto è da affinare, ma le idee ci sono. «Possiamo riportare la gente in piazza per evitare che il centro muoia. Ci diano le possibilità».

Turisti cercansi. Sonori cartelli quelli esposti in consiglio dagli albergatori. Da settimane tutta la categoria - imprenditori e dipendenti - protestano contro la tassa di soggiorno. considerata assurda, penalizzante il settore. «Una boccata di ossigeno al turismo», chiedono. Sono in tanti: eppure l’appello cade. Dal primo maggio si parte. «Ci ritroveremo a contare tutte quelle presenze che nell’arco di un anno sceglieranno i comuni vicini per risparmiare».

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