Il Tirreno

Pontedera

Caso Solvay, Po «Nel protocollo parti aberranti»

 «Aberrante che le amministrazioni pubbliche, dalla Regione ai Comuni, s'impegnano a "garantire le migliori condizioni per consolidare la "competitività e redditività" delle aziende private

1 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. «Aberrante che le amministrazioni pubbliche, dalla Regione ai Comuni, s'impegnano a "garantire le migliori condizioni per consolidare la "competitività e redditività" delle aziende private Solvay e Atisale. Non crediamo che gli enti pubblici possano guardare soltanto a questo». Dura la posizione di Fabio Bernardini, capogruppo di Progetto Originario, rispetto al caso-Solvay. E a quel protocollo-ponte firmato dalle istituzioni dell’Alta e Bassa Valdicecina - a parte Volterra - insieme a Regione, Atisale e Solvay. Il consigliere demolisce l’articolo 2 del documento. «Le istituzioni hanno il dovere di tener conto delle ricadute in termini di: occupazione, ambiente, salute, interazioni con le altre attività vicine economiche e non solo». E fa il caso della Eternit a Casale Monferrato o allo stabilimento Solvay di Spinetta Marengo. «Forse gli enti pubblici che vi gravitavano intorno si limitarono a pensare solo a "competitività e redditività" delle fabbriche. Tralasciando tutti i problemi collegati all'inquinamento. Oggi si contano le vittime e le condanne». Bernardini sottolinea che il Comune di Volterra, per quanto possa aver commesso degli errori «anche notevoli, nella conduzione della trattativa mantiene per intero il diritto di rappresentare questo territorio. Escluderla da un'intesa è un atto antidemocratico e sicuramente un gesto arrogante. Il protocollo proposto dalla Regione non poteva essere approvato dal consiglio, poiché riporta una serie di affermazioni talmente insincere da risultare provocatorie», chiude.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa