Proteste
La protesta fa aggiustare l’ordinanza
Il sit-in dei residenti impedisce l’inizio dei lavori alla piazza. Il sindaco garantisce l’istituzione di un senso unico alternato
MONTOPOLI. Sono iniziati intorno alle 14 i lavori per la nuova pavimentazione di piazza Michele da Montopoli. Una partenza fra le proteste, dopo che per l'intera mattinata la piazza è rimasta occupata da decine di cittadini, decisi ad impedire lavori che per cinque mesi, inevitabilmente, creeranno disagi negli spostamenti da una parte all'altra del centro. Per liberare la piazza sono servite alcune ore di discussione, anche accesa, concluse con la stesura di una nuova ordinanza, «nella quale – ha detto il sindaco Alessandra Vivaldi – si dicono le stesse cose di prima ma in una forma diversa».
Il nuovo documento, come richiesto dai cittadini, mette nero su bianco l'istituzione di un senso unico alternato, con impianto semaforico, che consentirà di superare il cantiere ogni volta che questo lo renderà possibile. Faranno eccezione, infatti, i primi giorni necessari alla scavo, oltre alle fasi in cui il cantiere lavorerà nelle strettoie ad inizio e fine della piazza. Una scelta che ha rassicurato il fronte più moderato della protesta, accogliendo in parte le richieste di chi contestava tempi e modi dei lavori, ma che ha lasciato anche tanti dubbi tra i residenti, scesi in piazza, in molti, per contestare l'utilità stessa del progetto.
Il presidio. Almeno una cinquantina i cittadini arrivati già dalle 8. Il blocco è scattato pochi minuti dopo, alla vista dei mezzi della ditta Zolfanelli, incaricata dei lavori, subito accerchiati all'inizio della piazza.
Fischi e cori di protesta. «Il transito deve essere garantito: se la piazza viene fatta metà alla volta basta un senso unico alternato», ha spiegato Fabio Bartoli, uno dei residenti. Piazza Michele si trova infatti nel bel mezzo dell'unica strada che attraversa il centro. Con la chiusura al traffico, per raggiungere la zona di via Guicciardini sarà necessario percorrere la stretta via dell'Inferno. «E' una strada larga 2 o 3 metri al massimo – ha detto Attilio Cataldo -. Il senso unico va istituito subito». «Non c'è bisogno di questa piazza, è una scelta inconcepibile», ha aggiunto Cesare Ciurli. Presente anche il consigliere Simone Lucchesi di Montopoli Futura, che ha sollevato il problema della mancata comunicazione ai cittadini: «E' stato portato un volantino nei negozi solo lo scorso giovedì. E' naturale che i cittadini non si fidino più. Non è pensabile usare via dell'Inferno come viabilità alternativa».
La trattativa. Per provare a calmare le acque sono arrivati il comandante della polizia municipale Luisetta Giglioli e il consigliere Pd Roberto Marzini. «Per il momento la piazza deve essere scavata – ha detto il comandante –; dopodiché, se il cantiere lo consente, il senso unico sarà garantito». «Eppure – ha aggiunto Marzini – questo progetto è stato concordato con l'Associazione commercianti». «Non siamo contrari alla piazza – ha ribattuto Luigi Bachini dell'hotel Quattro Gigli – ; contestiamo il modo e i tempi dei lavori». Se i commercianti, infatti, non sono contrari alla finalità del progetto, diverso è il pensiero di molti residenti: «Non ha senso che i negozi protestino adesso – ha spiegato una donna -: noi la piazza non la vogliamo». E in molti hanno puntato il dito sulle «condizioni disastrose» di via Sottofossi, e sulle necessità di realizzare prima una strada di circonvallazione.
L'arrivo del sindaco. Alla fine è stato il sindaco Alessandra Vivaldi a scendere incontro ai manifestanti. «Una volta fatto lo scavo il cantiere sarà percorribile – ha spiegato –. Credevamo fosse implicito, dato che lo avevamo già previsto per scuolabus e mezzi di soccorso. Nell'ordinanza, però, per un fatto di sicurezza, non possiamo scrivere che sarà sempre garantito. Lo stesso vale per l'accesso ai parcheggi di via Barberia, che tranne pochi giorni saranno sempre accessibili. Per arrivare in Comune, quindi, basterà la buona volontà di percorrere qualche metro a piedi».
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