Attenzione
Gli albergatori “invadono” il consiglio
Dieci motivi per chiedere al sindaco Millozzi di tornare indietro sulla decisione: oggi un volantinaggio a Palazzo Stefanelli
PONTEDERA. Oggi o mai più. Con questo spirito gli albergatori di Pontedera sperano nel consiglio comunale in programma alle 16,30 di aprire una breccia nella «rigidità con cui la giunta ha trattato l'applicazione della tassa di soggiorno». Così, la decisione di farsi sentire è stata presa, con il supporto della Confcommercio, con l'obiettivo di chiamare in causa direttamente il sindaco Simone Millozzi.
I proprietari di alberghi, bed and breakfast, affittacamere e agriturismi effettueranno un volantinaggio nei minuti precedenti al consiglio, esporranno striscioni e cartelli e assisteranno, senza poter intervenire, alla sessione di oggi a Palazzo Stefanelli. L'idea è di far capire i «10 motivi per dire no alla tassa di soggiorno a Pontedera», come hanno titolato un volantino. Dieci perché posson bastare. Frasi che potrebbero già valere singolarmente per spiegare le preoccupazioni della categoria. Ma che sistemate una di seguito all'altra pesano eccome sulle prospettive del settore. Cominciano tutte con un “perché”: «Il turismo va sostenuto e non affossato», e poi, «il danno di immagine per Pontedera sarà forte» e in più, «si penalizzano e si toglie competitività alle imprese». Per ora concetti generali, ma con il quarto si entra nel merito della questione: «Perché avremo più costi, più adempimenti e più burocrazia, perché si danneggiano le molte donne imprenditrici che gestiscono l'80% delle attività turistico-ricettive di Pontedera, perché i nostri contratti con i tour operator sono già stati stipulati a condizioni predeterminate». Il concetto degli ultimi punti è chiaro: ci sono problemi economici e di rapporti con i clienti difficili da gestire se non a fronte di perdite di denaro. «Perché si colpiscono ingiustamente i lavoratori, i piccoli imprenditori e i professionisti che frequentano la città» è un messaggio legato alle figure che maggiormente pernottano a Pontedera, ma quello successivo pone l'attenzione sul fattore occupazionale dell'intera vicenda: «Perché non vogliamo essere messi in condizione di dover licenziare i nostri dipendenti». E poi il futuro negli ultimi due “perché”: «Si stroncano sul nascere i segnali della nuova vocazione turistica di Pontedera» e «vogliamo condividere un futuro di sviluppo, benessere e crescita». «Sindaco, non essere complice».
L'obiettivo della protesta è quella di parlare direttamente con Millozzi, dopo averne chiesto ripetutamente l'intervento sull'argomento. La complicità citata nella lettera che accompagna i dieci motivi per dire no alla tassa di soggiorno è riferita a «una scelta favorisce l'ingiustizia sociale, altera la concorrenza, riduce la competitività delle aziende e i soggetti più deboli, sovvertendo le condizioni di accesso al mercato turistico e offuscando i più caratteristici valori accoglienza, ospitalità e integrazione». La richiesta è al sindaco è quella di accogliere l'istanza di congelare la tassa di soggiorno. «Intraprenda con noi – scrivono gli albergatori – un vero e proprio processo di coinvolgimento partecipativo e condiviso, come fino a ora non c'è stato. Sarà un segnale di grande responsabilità, ragionevolezza, forza e autorevolezza che tutti sapranno pubblicamente riconoscere e per cui la città e l'intero comparto turistico le saranno grati». Secondo Demis Corona del bed and breakfast “Al Rosso di Sera” «Con la tassa di soggiorno aumenteranno i costi e gli adempimenti del nostro lavoro. I contratti in essere con i tour operator non possono subire modifiche e saremmo noi a doverne pagare le conseguenze. Chiediamo al sindaco di congelare l'introduzione della tassa di soggiorno per iniziare un nuovo percorso di partecipazione e condivisione».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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