Il Tirreno

Pontedera

Doppio balzello sulla prima casa

di Manolo Morandini

Oltre all’Imu costretti a pagare le tariffe applicate da Caaf e professionisti per il calcolo dell’imposta

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Si chiama tariffa ma è un balzello in più. Quello che si è costretti a pagare per districarsi nel calcolo dell'Imu, l'imposta municipale unica, sugli immobili, se si ricorre all'assistenza di un centro fiscale (Caaf) o di un professionista. La cifra per un'abitazione principale di 4 vani nel centro di Pontedera può arrivare a gonfiare la spesa anche del 13% di quanto dovuto per l'imposta. Su un conto di 180 euro significa sborsarne altri 24.

Il conto lievita e pesa soprattutto nelle tasche di chi è meno attrezzato per il fai da te. È sufficiente alzare la cornetta per scoprire una giungla di cifre, tante quanti sono i Centri autorizzati per l'assistenza fiscale contattati. Dai 10 euro chiesti dal patronato Acli ai non soci ai 25 necessari per farsi assistere nella compilazione del bollettino Imu dal Caaf della Confederazione italiana agricoltori. Una panoramica che non ha la pretesa dell'esaustività e lascia fuori le tariffe applicate dai professionisti. Ma colpisce la variabilità di cifre chieste per la stessa prestazione. E soprattutto che si aggiunge a un conto da cui i proprietari sono stati esentati dal 2007.

Al contrario di quanto avviene nel caso che al Caaf ci si rivolga per il calcolo dell'Ise o dell'Isee, richiesto dai Comuni per l'accesso ad alcune agevolazioni o per determinare le tariffe di alcuni servizi, nel caso dell’Imu il proprietario di una prima casa deve pagare di tasca propria il servizio. Negli altri casi, invece, il calcolo per il contribuente è gratuito, lo paga l’Inps. E c'è chi vorrebbe che anche per l'Imu sulla prima casa si applicasse un criterio analogo.

A farsi portavoce degli antibalzello è il segretario della Uilm Marcello Casati. "Non si tratta di contestare le quote che ogni Caaf intende praticare per questo servizio - afferma -. Questo servizio lo devono pagare i Comuni, che non sono in grado di inviare a casa dei contribuenti il bollettino già compilato”. Che aggiunge: “è una cosa che si può fare e che numerosi Comuni italiani stanno facendo da tempo. Non voglio e non dobbiamo pagare le inefficienze dei nostri Comuni”.

Una critica che si fa anche proposta. “L’Unione dei Comuni della Valdera che si vanta tanto di efficientismo, dimostri nei fatti e non solo a parole quello che sa fare e se non è in grado di inviare i bollettini si faccia almeno carico di pagare per questa tassa sulla tassa di cui i cittadini farebbero volentieri a meno”. In pratica: “Come avviene per l’Ise e gli altri adempimenti, presso i Caaf i documenti che vengono richiesti ai cittadini non sono loro a pagarli ma gli enti che li pretendono”.

A Pontedera il conto è certo, sull’abitazione il prelievo è del 4 per mille, quello base fissato dal governo, perché il Comune ha già provveduto a definire le aliquote e le detrazioni, in altri Comuni però siamo ancora alle ipotesi. Per deliberare c’è tempo fino al 30 giugno, ma l’acconto deve essere versato entro il 18 dello stesso mese. In pratica, questo significa che nell’incertezza i cittadini dovranno applicare le misure del 4 per mille per l'abitazione principale e del 7,6 per mille per gli altri immobili. E che il conguaglio con quanto deliberato dall'ente locale sarà effettuato in sede di saldo di dicembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze