Sicurezza
Degrado, dodici tappe fino al summit a Palazzo
L’iniziativa, a colpi di foto e video, dei giovani volterrani “in cerca di futuro” «A metà aprile incontriamo il sindaco a cui vogliamo ricordare alcune situazioni»
VOLTERRA. Una “protesta artistica”, la definirebbero gli intellettuali. Ma loro, i circa duecento ragazzi a caccia di un futuro a Volterra insieme al loro “timoniere” Nico Bruchi la chiamano la “Presa di c...” etrusca, una sorta di “saga” di 12 puntate che si sviluppa con tanto di foto, video e pensieri, sul web e arriverà a scandire i giorni fino al 12 aprile. Il d-day di quella generazione in cerca di modi, spazi, opportunità per dare un contributo costruttivo alla città che in quella data incontrerà il sindaco. «Invito tutti i giovani a portare le loro istanze alle 15,30 in Comune», premette il presidente dell’associazione Lec. Il “creativo”, per il momento ha sfornato la terza “Presa di c...”.
«E’ la città che deve sentirsi presa in giro quando intorno ci sono situazioni di degrado lasciate là per anni, senza che nessuno trovi soluzioni». E rincara: «Ci sono giovani e associazioni che cercano disperatamente spazi in cui poter costruire qualcosa e l’amministrazione deve farsi carico di questa necessità. Da qui è nata la nostra iniziativa non diretta a persone specifiche ma a chi ieri, oggi e domani assume ruolo amministrativi e progettuali».
Dopo la luce accesa sulle due ex caserme inutilizzate della stradale, la lente di Bruchi si ferma sulla vecchia stazione. «Per metà occupata dagli uffici della Cpt e per metà vuota. Appena di fronte c’è un altro edificio abbandonato, ma facilmente risanabile e altro ancora», racconta.
Gli esempi di degrado si sprecano. L’occhio gira verso 2 fantasmi di cemento di via Fontanella, ex case popolari Apes, abbandonate dagli abitanti prima del 2000 perché costruire su terreno franoso. Sono ancora là. «Perché non vengono demolite? Dentro ci sono ancora arredi, vestiti», continua. La saga delle “Prese di c...” non manca una riflessione amara su qui Luoghi d’esperienza firmati dal grande scultore Mauro Staccioli: nella foto il grande cerchio nella campagna volterrana con una persona impiccata all’interno. La morte della creatività. dell’arte. Della passione.
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