Il dolore
«Sì al biogas, ma con più buon senso»
L’ex ministro Matteoli alla festa del Pdl a San Donato: «Per impianti di un certo tipo occorre scegliere luoghi consoni»
SANTA MARIA A MONTE. È un ruolo sempre più importante quello che Santa Maria a Monte sta assumendo nello scacchiere elettorale dell'area, con la questione del biogas che acquisisce sempre più una rilevanza provinciale.
Lo testimonia il luogo, tutto simbolico, che ha ospitato nella giornata di ieri la “Festa della Libertà”, organizzata dal Pdl provinciale all'Oasi al Lago nella frazione di San Donato, situata com'è noto a pochi metri dal sito scelto dalla ditta Prati per l'impianto. L'iniziativa era legata al tesseramento del partito e ha visto la partecipazione, insieme ai tanti consiglieri della provincia, dell'ex ministro alle Infrastrutture, già capo del dicastero dell'ambiente, Altero Matteoli. Una manifestazione che già nei giorni precedenti aveva scatenato la reazione del segretario provinciale Pd Francesco Nocchi, che l'aveva bollata come «un'operazione elettorale improvvisata e strumentale».
A margine degli interventi ufficiali, tutti incentrati su temi nazionali e sul recente congresso pisano, l'ex ministro ha voluto dire la sua circa il comprensorio del Cuoio, zona a cui da sempre ha dedicato particolare attenzione. «Non appena arrivato a Pisa sono stato letteralmente aggredito dalle vertenze in atto nella vostra zona, a cominciare dal biogas – ha affermato Matteoli –. Credo che questioni del genere debbano essere trattate innanzitutto col buon senso. L'Italia, anche in virtù del rifiuto del nucleare, deve improntare la sua politica energetica ad un mix di gas, eolico, idroelettrico e quant'altro. Il biogas e le biomasse non fanno eccezione e non devono essere criminalizzate. C'è da dire però che forme come l'eolico ed il fotovoltaico non possono da noi essere applicate alla maniera della Germania, perché nel nostro caso il paesaggio è una risorsa preziosa». Stessi toni sul fronte rifiuti. «Se gli inceneritori producono diossina, i termovalorizzatori hanno superato questo problema e di questi ultimi non possiamo fare a meno – ha proseguito l'ex ministro –. Detto ciò, credo che un’amministrazione degna di questo nome debba saper collocare gli impianti nei luoghi più consoni e, certo, non in mezzo alle case».
Stiamo parlando di pianificazione territoriale? «Pianificazione è un termine ostico per chi proviene dalla mia parte politica – risponde –. È certo però che qui in provincia abbiamo degli esempi di partecipazione. Comuni come Santa Luce e Montescudaio fanno scuola da questo punto di vista: si sono fatti dei referendum e si è deciso di accogliere gli impianti. In zone adeguate e concordate. Questo è il messaggio che possiamo cogliere dai comitati, che peraltro in queste situazioni nascono sempre e comunque. È in potere e dovere delle amministrazioni gestire la cosa nel modo migliore».
Decisamente più dura, dal palco, la capogruppo del Pdl Manuela Del Grande: «Questo luogo non è affatto scelto a caso, qui il Pdl è la prima forza politica e proprio da qui potrebbe partire la riscossa del centrodestra, con un effetto domino sui comuni limitrofi. Faremo di tutto per mandare a casa il sindaco, che sulla questione del biogas pesta i piedi alle persone e difende gli interessi dei privati».
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