Il Tirreno

Pontedera

Il Tar blocca i lavori dell’ecomostro

di Manolo Morandini
Il Tar blocca i lavori dell’ecomostro

Ponsacco: un provvedimento cautelare dei giudici amministrativi “congela” l’intervento al piano terra di via Rospicciano

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PONSACCO. Continuano a volare le carte bollate sul complesso di via Rospicciano a Ponsacco. L’ultimo atto del Tar della Toscana “congela” i lavori in corso al piano terra dell’immobile da parte della Sigest, società unipersonale controllata dalla Banca di credito cooperativo di Fornacette. Divide ancora il cambio di destinazione d’uso di quei locali, da commerciale a direzionale, nel complesso che per molti è un ecomostro. Lavori bloccati, in attesa della discussione nel merito fissata a dicembre, ma in tanto c’è la condanna al pagamento delle spese della fase cautelare: 2mila euro a carico del Comune di Ponsacco e della Sigest.

Lo sbarco della Banca di credito cooperativo di Fornacette, attraverso la società controllata Sigest, per la Futura Immobiliare non s’ha da fare in locali destinati a negozi e non all’attività bancaria. Una querelle tra privati che non manca di avere riflessi pubblici. Il piano particolareggiato di iniziativa pubblica resta infatti in parte ancora da completare.

Ultimo atto. L’ordinanza dei giudici amministrativi ha accolto l’istanza cautelare della Futura Immobiliare, l’impresa di costruzioni che si è fatta carico di sviluppare l’intero piano particolareggiato di iniziativa pubblica. I lavori, autorizzati dal Comune alla Sigest, infatti, per i giudici «ad un primo sommario esame» sembrano «collidere con la sentenza del 2011 dello stesso tribunale». I giudici, infatti, hanno dichiarato illegittima la Dia richiesta da Sigest nel 2007, approvata con silenzio assenso dall’amministrazione, grazie alla quale 300 metri quadri del complesso da lei acquistati vengono trasformati da commerciali a direzionali. Si tratta di «atti illegittimi per violazione della normativa urbanistica e per eccesso di potere», si legge nella sentenza. Carte per cui la Sigest avrebbe dovuto rimuovere gli interventi edilizi già realizzati per accogliere una filiale della Bcc di Fornacette.

L’origine della querelle. All’inizio c’è l’acquisto delle aree da parte della Futura Immobiliare. È il 2001 quando l’impresa di costruzioni decide di sviluppare il Piano particolareggiato di iniziativa pubblica approvato dal Comune di Ponsacco nel 1999. In tutto cinque fabbricati residenziali, commerciali e direzionali, con un locale interrato ad uso autorimessa e cantine. Intervento a cui si legano le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, tra cui la sistemazione della piazza antistante in cui l’amministrazione conta di trasferire il mercato ambulante settimanale. Secondo gli accordi adottati e approvati con delibere del consiglio comunale, nelle aree era previsto un solo immobile con destinazione direzionale, ceduto successivamente, nel 2002, alla Cassa di risparmio di Volterra, l’unico sportello bancario del piano particolareggiato. L’ipotesi di un “doppione” bancario non va giù. La Sigest, controllata dalla Banca di Fornacette, acquista 300 metri quadri al piano terra e con una Dia ottiene di modificarne la destinazione d’uso, da commerciale a direzionale. Obiettivo l’apertura di una filiale. Parte da qui il contenzioso.

Il fronte politico. «Esigiamo che il sindaco si presenti in consiglio comunale – afferma il capogruppo di Uniti per Ponsacco Giuseppe Ruggiero –, e risponda davvero e seriamente all’interrogazione che ha presentato sulla vicenda il mio gruppo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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