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Pontedera

La nuova sede ospita la maschera del primo dramma

La nuova sede ospita la maschera del primo dramma

SAN MINIATO. Un dono carico di significati, un augurio prezioso, il segno di una storia avventurosa e straordinaria che si ripete, il ritorno nella sede della Fondazione Dramma Popolare di San...

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SAN MINIATO. Un dono carico di significati, un augurio prezioso, il segno di una storia avventurosa e straordinaria che si ripete, il ritorno nella sede della Fondazione Dramma Popolare di San Miniato della maschera del primo dramma realizzata dallo scultore pontederese Luigi Marconcini e "colorata" dal maestro Lotti che l'ha conservata gelosamente. Era il 1947 ed andava in scena "La maschera e la Grazia" di Henri Ghéon, alzando il sipario su un teatro che, davanti alle macerie ancora fumanti di una città ferita a morte dalla guerra, si proponeva di interpretare le tensioni e le aspirazioni dell'uomo, con rappresentazioni da tenersi negli spazi dove la gente s'incontra: le piazze e le chiese, visto che il teatro cittadino era caduto sotto le bombe. A consegnare la maschera del '47 è stata Giuseppina Lotti, appena arrivata in una piazza del Seminario gremita di ospiti, autorità civili, militari, religiose e anche tanti cittadini per il taglio del nastro della nuova sede. Un momento molto emozionante è stata la consegna della maschera che il presidente Gabbanini ha accolto sottolineandone l'importanza, soprattutto in questo momento in cui il consiglio della Fondazione punta a far vivere il dramma tutto l'anno, senza esaurire la sua carica solo nel bellissimo e tradizionale festival estivo. Gabbanini, presentando la nuova sede, ha sottolineato l'importanza e l'urgenza di «aumentare gli sforzi per far crescere ancora quella che è già un'eccellenza di livello nazionale, spingendo sulla ricerca di testi inediti, forti delle grandi sinergie che hanno reso e rendono possibile l'esistenza del Teatro deil Cielo». Parole pronunciate nell'auditorium del Seminario alla presenza del vescovo Fausto Tardelli, che ha ricordato il valore del Dramma, che ha visto tra i suoi fondatori un sacerdote (don Nello Micheletti) e altri religiosi succedutisi alla direzione artististica (don Ruggini, padre Davanzati e don Marrucci).

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