Il Tirreno

Pontedera

I pasticci in commissione rovinano il Primo maggio

di Manolo Morandini
I pasticci in commissione rovinano il Primo maggio

Intervento del Ministero per lo stallo della cassa integrazione provinciale I componenti scelti sulla base di una lettera della Cgil, disconosciuta dagli altri

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PONTEDERA. Ci sono i nomi ma la triplice, Cgil, Cisl e Uil, è più che mai divisa. La Direzione regionale del lavoro ha riempito le caselle delle Commissioni provinciali per la cassa integrazione guadagni. All'inerzia dei sindacati, che da mesi si sono incartati, si è posto rimedio d'ufficio. Ma la soluzione ha l'effetto di un detonatore. E c'è il rischio che salti tutto di nuovo. Anche il dialogo tra le organizzazioni, che pure non è mai venuto meno. «Si scordino di fare il Primo maggio unitario», sbotta il segretario provinciale Cisl, Gianluca Federici.

Nessuno lo ammette, ma quel che manca all’appello sono le poltrone. Delle tre disponibili, supplenti esclusi, due sono andate a Cgil e una alla Uil, mentre la Cisl è rimasta a bocca asciutta. Quest’ultima sconta la presidenza del Comitato provinciale presso l’Inps, incarico che periodicamente ruota tra le sigle.

Il guaio è che la soluzione partorita a Firenze poggia su una lettera d’inizio marzo spedita dal segretario provinciale della Cgil, Gianfranco Francese, che è disconosciuta dai colleghi. Il decreto fa ripartire le attività, ma lo stallo è dietro l’angolo. Si minacciano dimissioni.

«Quello scritto si basa su un accordo verbale, ma ci sono state delle incomprensioni che hanno determinato una situazione di estrema difficoltà», prova a spiegare il segretario provinciale Uil, Renzo Rossi. Che aggiunge: «È una fase molto complicata e di estrema difficoltà. La nostra organizzazione valuterà con la segreteria regionale i passi da fare».

La triplice ha ingessato le Commissioni provinciali per quattro mesi perché non è riuscita a trovare l'accordo sulla nomina dei propri rappresentanti. Un atto necessario per procedere al rinnovo dell'istituto da cui transitano tutte le pratiche per poter passare all’incasso dall’Inps.

Le scadenze delle tre commissioni, una per l’industria e le due per l'edilizia (industria e artigiani), sono arrivate a settembre e da allora tutto si è incagliato. Fino ad accumulare un conto che supera un milione di euro per le ore di cassa integrazione ordinaria anticipata dalle aziende. Le imprese, infatti, nella prassi rientrano del credito verso l’Inps scalandolo dalle somme dovute per i contributi previdenziali. Ma se i soldi per pagare le indennità ai dipendenti non ci sono a soffrire, nelle more delle commissioni, sono proprio quest'ultimi.

«Con la Cgil è rottura, lunedì decideremo le iniziative da prendere – afferma il segretario Federici –. Non possiamo accettare che la Cgil ponga delle condizioni e decida a nome e per conto di altri. Quella di Francese è un'iniziativa gravissima che mette in crisi i rapporti tra le organizzazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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