Sicurezza
Un inno in versi all’acqua depurata
Santa Croce: premiati i tre giovani vincitori del concorso legato all’iniziativa “A spasso per l’Aquarno”
SANTA CROCE. Per la Giornata mondiale dell'acqua - ieri, 22 marzo - sono stati premiati i tre vincitori dell'iniziativa "A spasso per l'Aquarno", organizzata dal Consorzio il 12 novembre scorso durante la Settimana di educazione allo sviluppo sostenibile dell'Unesco. In tale occasione, i visitatori furono circa 250, sia delle scuole sia privati cittadini. Su foglietti predisposti si poteva lasciare un estemporaneo pensiero, un commento, una battuta: i migliori sarebbero stati premiati con un prodotto in pelle. Ed è quel che avvenuto ieri pomeriggio, nella sede al Cerri.
Il presidente Massimo Bertacca ha premesso che «è importante divulgare quel che l'impianto di depurazione fa sia per le acque reflue di conceria, sia per quelle delle abitazioni, abbattendone il carico inquinante». Dopodiché s'è complimentato con Cristina Simoncini, di Galleno (Fucecchio), premiandola per una poesia/filastrocca in rima: "Chiara, limpida e trasparente, ristori e disseti quando il sole è cocente, ridai vita e vigore al viandante assetato che, da stanco e smarrito, è poi rinfrancato. Evviva l'acqua principio di vita, evviva l'Aquarno che ce la restituisce pulita".
Poi, lo studente di seconda media, Giovanni Golfarini, di Santa Croce, per l'originalità contro i falsi pregiudizi: "Tutte le idee tossiche che avevo in testa sono state depurate! E' stato divertente".
Inoltre, un altro studente delle medie di Santa Croce, Abdelah Sato, che s'è espresso con franchezza: "Giretto mal odorante, ma molto interessante. W Aquarno".
I riconoscimenti sono stati assegnati ex-aequo. La valutazione è dell'associazione culturale ambientale “La Tartaruga”, presieduta da Leonardo Massimetti.
Inoltre, per l'Associazione Conciatori di Santa Croce erano presenti il direttore Piero Maccanti e il presidente Franco Donati. Il quale ha ribadito l'impegno dei conciatori per l'ambiente. «Vent'anni fa ci siamo posti di risolvere i nostri due più spinosi problemi: la depurazione delle acque prima che finissero in Arno e le maleodoranze dei fanghi derivanti dalla depurazione, che ammontavano a 30 camion il giorno. Uno sforzo immane. Oggi, le acque vengono depurate e i fanghi trasformati all'Ecoespanso in materia prima secondaria per l'edilizia».
Poi, ha concluso: «Ora c'è un altro problema, l'acqua che scarseggia perché piove sempre meno. E quando piove, sono bombe d'acqua che non arrivano alle falde. Le falde nel sottosuolo sono impoverite. Ecco perché il progetto di quello che è stato definito il Tubone consentirà di emungere sempre meno acqua dalle falde sul territorio e di utilizzare dopo un trattamento i circa 22 milioni di metri cubi anche delle zone del Pontederese e dell'Empolese».
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