La manifestazione
«Siamo tutti sulla stessa barca»
Camionisti e automobilisti sposano l’incursione di tute blu
PONTEDERA. «Questa volta si va sul nazionale». A parlare è un operaio Piaggio fra quelli che hanno guidato il corteo verso la Fi-Pi-Li nel giorno del grande blocco. Parla appoggiato a un pannello per l’assorbimento acustico, mentre il traffico è fermo a guardare le bandiere rosse sventolare. Ieri mattina, in mezzo agli operai, si respirava un’atmosfera di potenza.
Il famoso potere operaio che al grido di “Il lavoro non si tocca” è riuscito a bloccare una delle strade più trafficate d’Italia nei due sensi di marcia. Il primo, verso Pisa, agevolato dalla presenza della polizia. Il secondo a rischio e pericolo di chi ha scavalcato la barriera che divide la carreggiata che dal litorale porta a Firenze. Un blitz veloce e pericoloso, ma che è riuscito a colorare in pochi minuti di rosso e di blu l'asfalto. Camion e automobili ferme. Qualche mugugno tra quelli in sosta forzata, un varco aperto per un’ambulanza in transito, ma in generale un clima di solidarietà tra chi manifestava e chi aspettava.
«Siamo tutti nella stessa barca», gridavano i capi della protesta al megafono. Anche e specialmente ai camionisti (protagonisti di una recente protesta per il caro-gasolio) in sosta sulla superstrada e alla rotonda di uscita dalla Fi-Pi-Li. Dove una donna è stata fatta passare per andare a prendere il figlio che si sentiva male a scuola. E un’altra è passata per forza. «Ho un appuntamento importante», ha gridato sgassando, tra i fischi e le offese del proletariato in lotta. (a.q.)
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