Il Tirreno

Pontedera

Pasticcio in piazzetta dove la tassa raddoppia

di Francesca Suggi
Pasticcio in piazzetta dove la tassa raddoppia

Suolo pubblico e concessione annuale: osteria e pizzeria spendono due volte per il vialetto che garantisce l’ingresso dei clienti. «È un’assurdità da risolvere»

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PONTEDERA. Una manciata di metri che valgono oro. Sembrano quasi un red carpet d’asfalto, considerato quanto costano, gli ingressi dei due locali in piazza del Teatro. Praticamente vengono pagati due volte dai titolari dell’Osteria numero 20 e della pizzeria-pub Il Portone.

Carte alla mano è Simone Silvi, al timone del ristorante aperto lo scorso anno, a raccontare quello che lui definisce un paradosso.

«Per questo ingresso di due metri per sei ogni anno tiro fuori 540 euro, a questo aggiungo, senza sconto alcuno, il pagamento del suolo pubblico quando metto fuori il gazebo. Il paradosso è che questo ingresso è incluso nella superficie che occupo con tavoli e sedie, ovvero sei metri per sei, e quindi la pago due volte».

Silvi è stufo. Non capisce la logica che sta dietro a un’operazione del genere. «Più volte ho chiesto al Comune se era possibile scalarmi da quei 550 euro al mese che verso di suolo pubblico, cinque mesi l’anno, il relativo importo da calcolare, della concessione annuale. Che senso ha farmi pagare quei pochi metri due volte?».

Silvi ci tiene a precisare che considerato il pessimo stato dello scalino della strada, senza quell’accesso non sarebbe possibile montare la pedana per i disabili. «Inoltre, se non avessi questo vialetto, qua davanti ci parcheggerebbero macchine e motorini e non si potrebbe entrare nel locale».

Il tema è all’ordine del giorno, tra i punti del documento presentato dai commercianti all’amministrazione di Pontedera. Un tema caldo su cui urge un confronto e una risoluzione. «Io non voglio più pagarlo», sbotta. Sulla stessa scia il “vicino” Alessio Chiti, titolare insieme ad altri due soci, della pizzeria “Il Portone”.

Per lui le cifre sono più care. Il suo ingresso, da difendere con le unghie e con i denti da chi ci potrebbe parcheggiare, è poco più largo. «Per la concessione annuale spendo all’incirca 700 euro per lo spazio all’entrata e poi come Simone – e si riferisce al collega – lo ripago quando si tratta di sborsare per il suolo pubblico».

Alessio di solito monta sedie e tavoli all’esterno da fine maggio a fine settembre. Anche lui occupa un’area di sei metri per sei e il “vialetto” è incluso. Quindi “già liquidato” per i mesi d’estate. «Sono 17 anni che siamo qua e mi sono accorto di questa assurdità solo da poco. Ci auspichiamo che il Comune si renda conto e almeno ci scali dal suolo pubblico qualcosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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