Sicurezza
I disservizi delle Poste finiscono in Parlamento
Il deputato Pd Ermete Realacci interroga il ministro dello Sviluppo economico sulla chiusura pomeridiana decisa dall’azienda per l’ufficio di Ponte a Egola
SAN MINIATO. La riduzione dei servizi sul territorio da parte di Poste italiane e l’ultimo provvedimento relativo alla chiusura pomeridiana dell’ufficio di Ponte a Egola sbarcano in Parlamento. Sono infatti oggetto di un’interrogazione che il deputato del Pd Ermete Realacci ha presentato al ministro per lo Sviluppo economico.
«Negli ultimi anni – sostiene l’onorevole Realacci – la società Poste italiane Spa ha avviato un processo di razionalizzazione del servizio, procedendo alla chiusura degli uffici postali, alla riduzione degli orari di apertura degli sportelli in diverse aree del territorio nazionale, specie quelle geograficamente più svantaggiate, e infine alla sospensione del servizio “porta-lettere” del sabato. In particolare, sono sempre più numerose le segnalazioni da parte dei sindaci di molti comuni toscani, delle Comunità montane della regione, dell'Anci Toscana e i disservizi di Poste Italiane. Le tipologie più frequenti dei disagi lamentati dall'utenza sono, ripeto, la riduzione dell'orario di ufficio, la drastica riduzione del servizio di distribuzione della posta, la definiva chiusura dell'ufficio. E’ questo il caso dell’ufficio postale di Ponte a Egola nel comune di San Miniato».
Realacci chiede al ministro d’intervenire, anche favorendo una concertazione fra la direzione regionale toscana di Poste italiane Spa, la Regione Toscana e le amministrazioni locali, per evitare che decisioni unilaterali assunte dall'azienda arrechino seri disagi agli abitanti, al fine di garantire l'effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità nel rispetto del contratto di servizio postale. «Inoltre – prosegue il deputato del Pd– chiediamo se non si ritenga utile verificare le negative conseguenze pratiche previste dalle deroghe alla continuità del servizio postale inserite nel contratto di servizio per le realtà locali più piccole. Il contratto di programma tra lo Stato e Poste italiane Spa per l'espletamento del servizio postale universale prevede, quale dovere per la società, quello di conseguire determinati obiettivi di qualità, tra cui quelli concernenti l'adeguatezza degli orari di apertura degli sportelli rispetto alle prestazioni richieste. La riduzione dell'orario di ufficio, del servizio di distribuzione della posta, per non parlare della chiusura dell'ufficio, comportano spesso un calo incolmabile della qualità del servizio, che, rientrando nel cosiddetto “servizio universale” dovrebbe essere garantito a tutta la cittadinanza».
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