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Presunto innocente

Trappetti in tv «Il complice di Verusca è libero»

Trappetti in tv «Il complice di Verusca è libero»

PONTEDERA. Il dramma di Angelo Faustino, il neonato trovato morto (il 15 febbario 2001) nella discarica di Gello, è stato ricostruito in televisione durante la trasmissione, andata in onda l’altra...

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PONTEDERA. Il dramma di Angelo Faustino, il neonato trovato morto (il 15 febbario 2001) nella discarica di Gello, è stato ricostruito in televisione durante la trasmissione, andata in onda l’altra sera su Rai due “Presunto colpevole”, dedicata ai nuovi casi di malagiustizia. La prima storia è stata quella di Dino Trappetti, geometra di Terni. Due anni, nove mesi e sette giorni. Tanto è rimasto in carcere Trappetti dopo essere stato condannato all'ergastolo, accusato di avere ucciso, insieme alla convivente, operaia di Pontedera, i due neonati. Ma, come poi è stato stabilito dopo indagini accurate svolte dalla difesa e servite al processo in corte d’Assise d’appello a Firenze, i bambini erano stati uccisi dalla loro madre dopo il parto. Trappetti era all'oscuro di tutto, perfino delle gravidanze. Oggi Trappetti, a distanza di anni, sta cercando di ricostruirsi una vita ma non è facile. Da quando è iniziata la vicenda giudiziaria, non vede più la figlia che aveva avuto da Verusca Montorzi, condannata per l’uccisione dei neonati. «Condivido come è stata ricostruita dal punto di vista giornalistico la mia storia – dice Trappetti – anche se penso che non è stato detto abbastanza sul fatto che, secondo noi, il vero complice di Verusca non è ancora stato trovato. Non sono certo io che l’ho aiutata a partorire e a disfarsi dei bambini ma è probabile che qualcuno lo abbia fatto. Le indagini però sono state indirizzate solo verso di me non prendendo in considerazione altre persone». Trappetti e l’ex compagna non si sono rivisti e sentiti dopo il processo d’appello da cui la donna è uscita con una condanna a 16 anni di carcere. La loro figlia è stata affidata ai servizi . «E’ stato fatto di tutto per evitare che mantenessi un rapporto con mia figlia – dice Trappetti – Ogni volta mi scontro con il muro dei servizi sociali che mi impediscono ogni contatto con mia figlia». (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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