Il Tirreno

Pontedera

Leucemia, troppo tempo sprecato Montopoli è in cerca di risposte

di Giacomo Pelfer
Leucemia, troppo tempo sprecato Montopoli è in cerca di risposte

In consiglio passa all’unanimità la mozione del Gruppo misto per acquisire i risultati dell’indagine Asl Novino: «È giusto informare la cittadinanza e capire se esistono delle forme precauzionali da seguire»

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SAN ROMANO. Sono già passati più di tre anni. Eppure dà ancora i brividi scorrere le cronache di fine 2008. Un percorso del dolore, che investì il territorio di Montopoli e in particolare la frazione di San Romano, dove nell’arco di poche settimane si registrarono diversi casi di morti per leucemia.

Solo nei primi giorni di ottobre la malattia si portò via un bimbo di 6 anni e una ragazza di 29, entrambi di San Romano, mentre il 14 ottobre si spense un altro bambino, 8 anni, residente a Montopoli. Infine, a dicembre, un altro caso che colpì un uomo di 42 anni. L’allarme lanciato da medici e cittadini fu raccolto dall’Asl, che fece scattare un’indagine epidemiologica con la creazione di una commissione tecnico-scientifica, incaricata di indagare su eventuali cause ambientali all’origine della malattia. Ma da allora San Romano attende ancora una risposta.

Una richiesta riemersa con forza nel 2010, quando la leucemia tornò a colpire portandosi via un altro ragazzo. Il tema è riemerso anche nell’ultimo consiglio comunale, attraverso una mozione presentata dal nuovo Gruppo misto di Giuseppe Novino e Maria Vanni. Il testo, votato all’unanimità, impegna l’amministrazione ad acquisire quanto prima i risultati dell’indagine. «Risultati – afferma Novino – che vengono dati per imminenti ormai dal 2010». Nel settembre di quell’anno, infatti, lo stesso Novino (all’epoca assessore all’ambiente), era intervenuto per chiedere all’Asl una più celere diffusione dei dati, incassando una replica nella quale l’azienda sanitaria parlava di «scostamenti statistici significativi», facendo intendere che in zona la malattia aveva colpito più che altrove.

«All’epoca suscitai le ire dei dirigenti Asl – ricorda l’ex assessore -, ma ormai sono passati quasi tre anni e mezzo. Anche se i dati non sono definitivi è giusto cominciare ad informare la cittadinanza e capire se esistono forme precauzionali da seguire. Da anni, invece, continuano a dirci che i risultati saranno pronti a primavera, poi in autunno e ancora a primavera».

«Per quando ho potuto apprendere fino ad oggi – ha spiegato il nuovo assessore Simone Falorni – l’indagine Asl è in stato avanzato, anche se la fase conclusiva presenta complicazioni metodologiche che l’Azienda ha assicurato di sciogliere in tempi brevi. È stato creato un registro di tutti i casi nel territorio dell’Asl 11 che potrà essere costantemente aggiornato». L’assessore, insieme al sindaco, più un rappresentante a testa per i medici e il comitato delle famiglie, vengono periodicamente convocarti al tavolo tecnico-scientifico che conduce le indagini. «Non dobbiamo dimenticare – dice il sindaco Alessandra Vivaldi – la complessità di incrociare un’infinità di casistiche e di posizioni nell’intero territorio dell’Asl 11».

Il medico e consigliere comunale Massimo Tesi (Montopoli Futura) parla, invece, di una «chiara volontà di perdere tempo. Perché il tempo è la migliore cura contro le paure e le preoccupazioni. C’è timore a rendere noti i risultati: si preferisce non creare allarmismo. Il consiglio comunale, però, ha l'obbligo morale di dare almeno una dimostrazione d'impegno alle famiglie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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